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Archivio di Luglio 2008

Inflazione al 4% in Eurozona, livello record dal 1999

Mercoledì 30 Luglio 2008

admin

L’inflazione annua dell’eurozona ha toccato quota 4,0% a giugno 2008 dopo il 3,7% raggiunto nel mese di maggio.

Questo il dato definitivo diffuso da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea. Si tratta del livello più elevato dalla creazione dell’unione monetaria nel 1999. In maggio era al 3,7%, un anno prima era all’1,9%, meno della metà.

Per l’Ue a 27 stati membri il dato è di 4,3%, dopo il 4,0% di maggio. Un anno fa il tasso era al 2,1%. Su base mensile l’aumento dei prezzi è stato dello 0,4%, sia per la zona euro che per l’Ue-27.

Per l’Italia, l’indice da considerare è quello ‘armonizzato’ che di solito è leggermente più alto di quello ‘intera collettività’, i dati coincidono con quelli dell’Eurozona sia per giugno per il mese di giugno con l’inflazione al 4,0% sia per maggio 3,7%.

Nell’eurozona i tassi più bassi di inflazione annua sono stati rilevati in Olanda con il 2,3%, Germania e Portogallo entrambe 3,4%, mentre i più elevati sono in Slovenia con 6,8%, Belgio 5,8% e Lussemburgo 5,3%.

A incidere maggiormente sulla crescita dell’inflazione sono stati i costi dei trasporti con +7,1%, +1,4% rispetto a maggio, degli alimentari +6,4% e le spese per la casa +6,1%.

All’estremo opposto si sono collocati i servizi di comunicazione -1,6%, cultura e tempo libero +0,1% e abbigliamento +0,7% su base annua, ma -0,7% su base mensile, dal momento che nella maggior parte dei Paesi europei a giugno erano già cominciati i saldi.

Investire nei mercati emergenti conviene?

Mercoledì 30 Luglio 2008

admin

Investire in paesi con mercati emergenti può essere molto conveniente anche se nella fase attuale di mercato un pò per i timori di recessione negli Stati Uniti e in altre aree geografiche la propensione al rischio degli investitori è su livelli molto bassi.La mancanza di interesse negli investimenti ad alto “beta” penalizza i mercati emergenti in generale, in particolare Cina e India i cui multipli erano saliti ben oltre la media storica.

Il mercato inoltre sconta anche in Cina un rallentamento; da ciò un pesante ridimensionamento degli indici azionari.

In più la crescita non è nei mercati dei paesi industrializzati ma in paesi come Cina e India i cui indici secondo noi riprenderanno a beneficiarne, nel momento in cui a livello macroeconomico e politico ci sarà meno incertezza.

Per rivedere i recenti massimi ci potranno volere alcuni anni, mentre non dovrebbero passare molti mesi per rivedere un andamento positivo degli indici. Soprattutto se la crisi finanziaria in atto dovesse effettivamente essere sotto controllo da parte delle banche centrali.

Legge Assegni: torna tutto come prima, o quasi

Martedì 22 Luglio 2008

admin

Dallo scorso 25 giugno, pagamenti cash o con titoli trasferibili sono ammessi per somme sotto i 12.500 euro, anziché 5mila.

Sono venuti meno alcuni vincoli alla circolazione dei mezzi di pagamento fissati dal decreto legislativo 231/07 sull’antiriciclaggio, e questo a distanza di neppure 2 mesi.

Un cambiamento così veloce che il Ministero dell’Economia ha assicurato che saranno cancellati i procedimenti sanzionatori aperti contro chi ha violato, nelle scorse settimane, le norme ora cadute. Così dal 25 giugno si possono di nuovo emettere assegni bancari, postali e circolari trasferibili, se di importo unitario inferiore a 12.500 euro; mentre gli assegni da 12.500 euro restano “non trasferibili” e possono essere incassati dal solo e unico beneficiario , direttamente o a mezzo banca.

Cade, inoltre, l’obbligo imposto al girante, a pena di nullità, di inserire il proprio codice fiscale nella girata degli assegni trasferibili. Il Governo, nell’innalzare la soglia per i pagamenti in contanti e con assegni “liberi”, non ha però adottato il limite europeo di 15mila euro, anche se questo poteva tradursi in una semplificazione: per i pagamenti da 15mila euro in su scatta infatti l’obbligo per gli intermediari di registrare le operazioni  e gli obblighi di adeguata verifica di chi compie operazioni occasionali che comportano movimenti di pagamento,quando le banche agiscono da tramite nei trasferimenti di euro o valuta estera e per gli agenti in attività finanziaria.

Per Alitalia intervengono anche le fondazioni bancarie

Martedì 22 Luglio 2008

admin

Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: «Ci sto lavorando ancora, il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada avanti a lavorarci». Poche parole, confermando la linea della riservatezza: «Questa è la mia unica risposta - risponde Ermolli ai cronisti che lo incalzano - perché sono tenuto al segreto professionale».La girandola di manifestazioni di disponibilità, candidature, indiscrezioni, è il segnale che potrebbe non essere difficile, a questo punto, creare una quota di azionisti italiani come nocciolo di un progetto per il futuro di Alitalia.

Serve anche un partner forte che sia il perno di un piano industriale. E serve una soluzione per arrivare ad una due diligence: se non una nuova gara per la privatizzazione almeno un nuovo mandato dell’azionista al cda, per esempio, perchè i vertici della compagnia possano tornare a sondare l’interesse di potenziali partner disponibili ad acquisire la quota di controllo oggi in mano al Tesoro, e aprire una data room ai candidati. La stessa procedura che aveva portato alla trattativa in esclusiva con Air France.

Indiscrezioni di stampa insistono su contatti tra Lufthansa e Unicredit.

Ma l’attenzione è in queste ore tutta sul prossimo insediamento del nuovo governo perchè il prossimo ministro dell’Economia, come azionista, possa formalmente riaprire il dossier privatizzazione e fare le prime mosse. Atmosfera di attesa anche ai piani alti della compagnia, dove domani torna a riunirsi il cda per fare il punto dopo aver incassato il prestito da 300 milioni del governo, prestito sul quale pende ancora il rischio di una bocciatura da Bruxelles.

Intanto il progetto di cordata italiana incassa l’attenzione delle fondazioni bancarie. «Se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate su rischio e redditività dell’investimento», dice Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e Acri, l’associazione di casse di risparmio e fondazioni bancarie. Ma «chiedere oggi se diremo si o no è prematuro, bisogna aspettare un progetto», chiarisce Guzzetti.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, guarda con interesse anche alla «minaccia» di Silvio Berlusconi: vendere a Ferrovie. Idea che «non è poi così balzana»: pensando a quando, tra pochi anni, i treni ad alta velocità faranno concorrenza ai voli nazionali, per Bonanni «una gestione comune è del tutto auspicabile in un sistema moderno di efficienza dei trasporti».

Piazza Affari a picco, Mibtel -2,55%

Martedì 15 Luglio 2008

admin

Chiusura molto pesante per le Borse europee, appesantie da una nuova giornata nera del comparto bancario e dal discorso del numero uno della Fed, Bernanke, che ha parlato di rischio inflazione e ha evidenziato difficoltà per economia Usa.

A Piazza Affari, l’indice Mibtel ha perso il 2,55% a 20.836 punti. In ribasso anche l’S&P/Mib, -2,54% a 27.044, e l’All Stars, -2,56% a 11.173 punti. Wall Street parte in rosso sulla scia dei timori per il sistema finanziario e dei deludenti dati sulla spesa al consumo. Il Dow Jones perde lo 0,44%.

Euro nuovo record storico sul dollaro a 1,6038$

Martedì 15 Luglio 2008

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Nuovo massimo storico per l’euro che è scambiato a 1,6038 dollari. Per la prima volta dal 23 aprile scorso la moneta europea, spinta dalla speculazione che prende di mira i mercati Usa è tornata sopra 1,60 sul dollaro. L’accelerazione della divisa unica europea è ancora più significativa se paragonata alla rilevazione ufficiale di ieri della Bce 1,5847 e trova conforto anche nella fermezza dei corsi petroliferi sfavorevole al dollaro e in acquisti tecnici.

Inflazione alle stelle ricorda situazione anni 70

Domenica 13 Luglio 2008

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Il presidente della Bce Trichet intervenendo al parlamento europeo ha detto che “L’inflazione nella zona euro è giunta a un livello preoccupante attorno al 4% a metà 2008. E i rischi sulla stabilità dei prezzi sono al rialzo nel medio termine”. Per Trichet, la crisi legata in gran parte al caro-petrolio, “ci ricorda la situazione del 73-’74, con economie che avevano lasciato libero corso all’inflazione e si ritrovarono con crescita molto bassa, livello di prezzi esorbitante, grande disoccupazione che ancora oggi stiamo combattendo. La posta in gioco è molto alta e la Bce, nelle sue decisioni sui tassi, sta facendo la cosa migliore per le fasce vulnerabili”.

“Occorre evitare di ripetere gli errori di politica economica commessi in risposta ai due choc petroliferi del decennio ‘70″. E’ il monito del governatore di Bankitalia, Draghi, intervenuto all’Assemblea dell’Abi. Draghi lancia l’allarme inflazione sottolineando che l’aumento dei prezzi ha portato in un anno ad una riduzione del 3% del reddito disponibile e frenerà del 2% i consumi entro il 2008. I salari, dice, sono tornati ai livelli di 15 anni fa, ma i costi del lavoro per le imprese sono cresciuti del 30%. Salari fermi, bassa produttività, fisco alto e inflazione sono alla base della “stagnazione della nostra economia”.

Unicredit: il peggio è passato, c’è ottimismo su rialzo azioni

Mercoledì 2 Luglio 2008

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E’ allarme utili per Unicredit che però, nello stesso tempo, fornisce per la prima volta dalla crisi dei mercati una stima precisa dei profitti attesi per il 2008.Il gruppo guidato da Alessandro Profumo ha annunciato infatti una trimestrale deludente, poi ha tagliato le stime sugli utili, infine ha fornito le nuove previsioni: la superbanca dovrebbe chiudere l’anno con utili per azione tra 0,52 e 0,56 euro, non più quindi quei 0,66 euro promessi durante la presentazione dal piano industriale 2006-2008, prima dell’aggregazione con Capitalia.

La reazione del mercato è stata immediata: in Borsa il titolo Unicredit ha lasciato sul terreno il 2,9% a 4,82 euro (meno 1,5% l’indice del settore bancario europeo). Unicredit aveva già iniziato a preparare il terreno tra gli investitori, quando il 23 aprile, per tacere le voci di pesanti svalutazioni in arrivo, aveva ammesso di non poter confermare gli obiettivi di fine anno annunciando in anticipo la trimestrale: utili vicini a un miliardo dopo un altro miliardo di svalutazioni. Tutto confermato ieri. Unicredit ha chiuso marzo con utili netti a 1,007 miliardi, il 51% in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa e con un indice di solidità patrimoniale al 5,5 per cento.

«Un dato deludente», commenta un analista precisando che «a deprimere i conti del gruppo sono state le pulizie di bilancio nell’investment banking». Anche Unicredit, nonostante le smentite dei mesi scorsi, si è mostrata vulnerabile alla crisi che ha colpito i mercati: 650 milioni di pulizia per l’esposizione in derivati e altri 350 milioni sui bond.

Quanto al futuro un po’ d’incertezza rimane. «Abbiamo indicato una forchetta di risultati e non un numero preciso - ha spiegato Profumo - perché bisogna tenere conto dell’alta volatilità dei mercati finanziari».

«La struttura del capitale resta solida – ha tuttavia aggiunto l’ad di Unicredit – e potrebbe essere messa sotto tensione solo dal verificarsi di una recessione in Usa, Europa e Asia: uno scenario che non prevediamo anche se deve essere considerato». Il gruppo punta a chiudere il 2008 con un indice di solidità finanziaria in miglioramento al 6%, grazie ai benefici che deriveranno dall’adozione dei principi contabili di Basilea II.

Un segnale di ottimismo anche per la politica dei dividendi che il manager promette stabile. Ieri l’assemblea degli azionisti ha confermato la cedola di 0,26 euro per azione, pari a un rendimento del 5,26%, che il gruppo staccherà il 19 maggio. Tornando al primo trimestre, il margine di intermediazione è sceso del 16,5% a 6,45 miliardi e il risultato di gestione si è fermato a 2,3 miliardi (meno 36,5%).

Dopo l’illustrazione dei dati Profumo ha colto l’occasione per fare chiarezza su altre questioni aperte. Per quanto riguarda Alitalia il manager ha ribadito che «la banca non ha un interesse proprio, ma valuterà l’opportunità di operare per conto terzi». Nessuna novità neppure sul futuro della As Roma: «Il piano di ristrutturazione della controllante Italpetroli procede», si è limitato a dire Profumo.

Archiviata la trimestrale, l’ad ha guardato avanti e, al termine della presentazione dei risultati, ha «convocato» la comunità finanziaria per il prossimo 26 giugno. È il giorno in cui alzerà il velo sul nuovo piano industriale del gruppo.