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Archivio della Categoria 'borsa asiatica'

Mercoledì 23 Gennaio 2008

admin

Un’altra giornata pesante per le Borse europee dopo le pessime chiusure delle piazza asiatiche di ieri. Wall Street era chiusa per festività, ma anche da qui le indicazioni sui future sono molto negative con cali intorno ai 5 punti percentuali.

Finchè non si avrà un’idea precisa dell’impatto della crisi dei mutui subprime sulla crescita dell’economia americana, nel sentiment degli investitori sarà prevalente la paura di trovarsi di fronte a una dura recessione e quindi si corre a vendere.

L’indice Nikkei ha chiuso in ribasso del 5,65%, si tratta del peggior calo dall’11 settembre 2001, il giorno dell’attentato alle torri gemelle. Dall’inizio dell’anno la perdita dalla Borsa di Tokio ammonta già al 18%, un bilancio che si riduce al -12% per effetto della rivalutazione dello yen contro la valuta europea.

Pesanti cali anche sulla Borsa di Shanghai dove l’indice A, quello riservato agli investitori domestici, sta perdendo il 7,2%, mentre l’indice B, quello riservato agli investitori esteri, perde il 9%. Da inizio anno la flessione è intorno al -15%.
Non si salva nemmeno Bombay (6.400), le cui contrattazioni sono state sospese per eccesso di ribasso a metà seduta. In questo momento la flessione è intorno al 10%, dopo aver superato un calo del 15%. Graficamente, l’indice ha reagito proprio dai primi livelli di supporto in area 6.300.

In Europa solo il Dax tedesco tiene i supporti in area 6.790, per il resto tutti i supporti sono saltati con violenza. L’S&P/Mib (33.900) non ha nemmeno tentato di frenare la discesa in area 35mila, ma il forte ipervenduto fa aumentare le attese di un rimbalzo.

BONDS : Le tensioni sui mercati azionari spingono sui massimi i prezzi delle obbligazioni. Il bund future vale 116 punti, sui massimi dal marzo 2007. Il rendimento del Bund decennale tedesco è sceso ancora al 3,90%. Negli Stati Uniti l’attesa di un taglio radicale dei tassi ha portato il Treasury Bond decennale a rendere il 3,53%, rendeva il 4,30% non più tardi di fine dicembre. Il mercato dei Titoli di stato rimane l’unico rifugio in questa fase di elevata turbolenza.

PETROLIO :  Sui timori di un rallentamento della domanda comincia a fornire i primi segnali di cedimento anche il prezzo del greggio. Stamattina il Wti (87,30 usd) è sceso a New York sotto gli 88 dollari per la prima volta dall’inizio del 2008, 12 dollari in meno dei massimi storici toccati il 2 gennaio a 100,10 dollari. Dal punto di vista grafico, il movimento potrebbe accelerare al ribasso sotto area 86 usd e puntare rapidamente verso gli 80 dollari. Da monitorare.
Una discesa del greggio e delle materie prime, che per noi sono l’unica area di vera bolla speculativa, sarebbe molto importante per dare alle banche centrali l’opportunità di tagliare i tassi d’interesse con maggior decisione e serenità.

DOLLARO
: Il cambio Euro / dollaro veleggia intorno a 1,442, con qualche sorpresa possiamo dire, viste le attese di un forte taglio dei tassi. Area 1,50 si è dunque dimostrata una resistenza molto più forte del previsto.

Le Borse si riprendono dopo il crollo di inizio settimana

Mercoledì 23 Gennaio 2008

admin

La Fed,  banca centrale statunitense, ha ridotto il costo del denaro. L’istituto di emissione Usa ha tagliato il tasso di riferimento sui Fed fund di 75 punti base al 3,5%. I tassi di riferimento di Eurolandia, invece, restano al 4%. La Riserva federale motiva la decisione con l’obiettivo di evitare i rischi di una recessione economica. La Fed precisa che “Restano apprezzabili i rischi al ribasso della crescita, siamo pronti ad agire tempestivamente”.

Dopo il taglio dei tassi Usa, le Borse europee, compresa Piazza Affari, recupeno le perdite di ieri mattina e salgono di circa l’1%.

Chiusura euforica alla Borsa di Hong Kong, con un netto rialzo del 10.5% ed è da ascrivere interamente alla decisione della Federal Reserve di tagliare il costo del denaro. L’indice Hang Seng è salito portandosi a fine contrattazioni a quota 24.052,04 punti. Dopo l’apertura in rialzo, la Borsa di Tokyo è arrivata a metà seduta con un +3,3%, e ha chiuso poi a +2%. Positivo anche l’andamento di Singapore con +3,4%, Shanghai +3,1%, Seul +2,1%, e della borsa indiana di Mumbai +4,6%.

E in Australia, Sydney è in ripresa con +6,1%.

Più timida della ripresa dei mercati asiatici, ma pur sempre di segno positivo l’apertura delle Borse europee. Piazza Affari apre in rialzo con l’indice Mibtel a +1,28% a quota 26.191 punti, e l’All Stars a + 0,65%. Nelle altre Borse, registra la crescita maggiore Parigi, che apre a 2,19%, seguita da Zurigo a +1,56% e da Madrid a +1,35%. Bene anche Londra, con +0,99% e Francoforte a + 0,63%.

Borse Europee in rosso e ondata di vendie a Piazza Affari dopo tonfo Borse Asia

Lunedì 21 Gennaio 2008

admin

La paura della recessione americana, innescata da una crisi dei mutui subprime più grave del previsto, e la delusione per il piano di stimolo all’economia presentato venerdì dal presidente Usa George Bush, hanno provocato un vero e proprio terremoto nelle Borse Mondiali. Pesanti i cali su tutti i listini dall’Europa all’Asia, dove il Nikkei di Tokyo ha perso il 3,86%, tornando ai livelli dell’ottobre 2005. Si registra in apertura della settimana anche un ondata di vendite nelle Borse Europee.

Le Borse asiatiche sono in caduta libera in conseguenza delle reazioni negative al piano di rilancio dell’economia Usa presentato da Bush venerdì scorso e per i timori di recessione americana. La Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi precipitando con un tonfo del 3,86%. L’indice Nikkei dei 225 principali titoli è sceso a 13.325,94 punti, cedendo 535,35 punti rispetto a venerdì scorso. Sul mercato dei cambi nipponico, l’euro si è indebolito rispetto al dollaro, a 1,4544, e dello yen, a 155,40. Pesanti perdite anche a Shanghai, -5,1% e Hong Kong, che sfiora il -5%. La Borsa di Tokyo ha chiuso quindi le contrattazioni precipitando del 3,86%,sull’onda delle reazioni negative degli investitori al piano di rilancio dell’economia americana presentato da Bush venerdì scorso.

L’indice di Shanghai è scivolato sotto la soglia dei 5.000 punti, perdendo oltre il 5%, sui timori per i livelli di liquidità dopo che Ping An Insurance, la seconda compagnia assicurativa del Paese, ha annunciato un importante piano di emissione di nuove azioni e obbligazioni. Clamoroso il crollo della Borsa indiana, in calo addirittura del 9%, portando al 15% le perdite dal 10 gennaio scorso. Si tratta del calo più accentuato da circa quattro anni.

Questo ha portato un lunedì e un avvio di settimana molto pesante anche per le Borse europee che scontano le forti perdite sui mercati asiatici. A Piazza Affari, il primo indice Mibtel ha segnato -0,91%,a quota 26.664 punti, ma dopo i primi scambi accentua le perdite per l’ondata di vendite che interessa anche gli altri listini europei. In forte calo anche le altre piazze europee con Francoforte che apre a -0,29%, Londra apre a -1,58%, Parigi segna -2,23%, Amsterdam +0,27%, Zurigo -1,97%.

Sin dalle prime battute quindi tutti i listini europei sono apparsi in difficoltà, mentre Wall Street resterà chiusa per il Martin Luther King Day. Il Dj Stoxx 600, indice di riferimento sui mercati del vecchio continente, è ai minimi, in calo dell’1,3%; le vendite si concentrano soprattutto sulle banche: Bnp Paribas arretra del 4%, Ubs del 3,6% e Société Générale del 5,1%. Le flessioni sono quasi ovunque ben superiori ai due punti percentuali con oltre il 2,5% a Londra e Francoforte, mentre Parigi scivola di oltre il 3,2%.

Alle 9:20 di stamattina l’indice paneuropeo Ftseurofirst 300 cede il 2,14% a 1.329 punti, il livello più basso da agosto 2006. L’indice benckmark dell’azionario europeo ha già perso l’11% dall’avvio dell’anno, penalizzato dalla prospettiva di un cambiamento di rotta nell’economia Usa. Lo stoxx delle banche europeo perde il 2,5%.

Soffrono, ovviamente, anche gli indici di Milano a Piazza Affari a pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni il Mibtel perde l’1,77% e lo S&P/Mib cede l’1,92%. Sul mercato non si trova un solo segno positivo. A guidare i ribassi sono Prysmian (-5,62%), seguita da Alitalia (-3,96%) e da Luxottica (-3,30%). Giù anche i bancari con Unicredit (-2,67%), Popolare di Milano (-3,48%), Mps (-3,19%), Mediobanca (-2,81%) e intesa Sanpaolo (-1,87%). Bersagliato dalle vendite anche il comparto assicurativo dove Generali perde oltre tre punti percentuali (-3,46%), Fondiaria il 2,99%, Mediolanum il 2,04%. Arretrano Anche Saipem (-3,91%), Fiat (-2,51%), e Mediaset (-2,50%).

Borse Europee: si chiude settimana nera con perdite di 137 miliardi

Domenica 11 Novembre 2007

admin

E’ stato un venerdì nero per le Borse europee che hanno bruciato 137 miliardi di euro, capitanate dalla Borsa di Stoccolma che ha lasciato sul terreno il 2,65%. Tra le principali, il calo è di 1,21% a Londra, -1,91% per Parigi, -2,19% a Zurigo, -2,39% per Amsterdam, -1,82% a Milano. Pessima la seduta anche a Wall Strett, dove il Dow Jones ha chiuso in perdita dell’1,69% e il Nasdaq di 2,52%. In forte calo anche le Borse asiatiche a causa del prezzo del greggio e della svalutazione del dollaro. A far perdere quota alle Borse, le notizie di altre banche e finanziarie in crisi per i cosiddetti mutui subprime, i mutui facili americani.

Seduta pesante a Piazza Affari e su tutti i mercati europei, penalizzati dalla crisi delle banche negli Usa. A Milano il Mibtel è tornato sui livelli di settembre scorso. Lo S&P/Mib cede l’1,82% a 37.845 punti, il Mibtel il 2,02% a 29.402, l’All Stars l’1,78% a 15.874.

I volumi hanno toccato circa 8 miliardi di euro nel finale.

Maglia nera del listino è stato il Monte dei Paschi di Siena, che ha lasciato sul terreno l’11%. , Numerosi i downgrade degli analisti seguiti all’annuncio dell’accordo per l’acquisizione di Antonveneta per 9 miliardi di euro, finanziati per metà da un aumento di capitale. “Al mercato l’operazione non è piaciuta perché poco chiara e, inoltre, la sensazione è che Antoveneta sia stata strapagata”, dice un trader.

Male anche Unicredit, che chiude in calo del 2,62% dopo che nella seduta aveva esteso il ribasso vicino al 5%. Secondo un trader il titolo risente del clima fortemente negativo che pesa sui bancari, con Barclays in calo del 7% su voci di grosse perdite nel mercato del credito.

Poco prima della chiusura dei mercato, la banca ha smentito voci di ingenti svalutazioni e di operazioni sul capitale e ha ribadito la solidità patrimoniale del gruppo.

Nel resto del settore il Banco Popolare cede lo 0,47% e Intesa Sanpaolo lo 0,58%. Vendite anche su Fondiaria-Sai (-6,03%). Sul finale congelata per cinque minuti al ribasso la Popolare di Milano, che chiude in calo del 3,41%. L’indice europeo dei bancari cede nel complesso il 2%.

Le voci di placement hanno penalizzato Fiat, in calo del 4,93% con volumi sopra le media, contro auto europee a -1,2%. Unicredito ha smentito le voci di collocamento di titoli del Lingotto e sottolinea che l’intera quota è oggetto da tempo di opertazioni di copertura finanziaria.

Male anche il settore dell’energia, con Eni che cede l’1,6%. Fra le blue chip resiste alle vendite Mediolanum, che riesce ad avanzare dello 0,48%. Fra i minori balzano Cementir con una salita del 3,6% e I viaggi del Ventaglio (+3,32%).

Borse Europee in Rosso dopo tonfo Borse asiatiche

Giovedì 8 Novembre 2007

admin

Avvio decisamente in calo per le Borse europee, sulla scia del tonfo di Wall Street e delle forti perdite registrate nelle Borse Asiatiche con Tokyo -2,02% e Shanghai -4,85%. A Piazza Affari, il primo indice Mibtel ha segnato -1,18%,a quota 30.184 punti. In calo anche l’indice All Stars a -1%. Negative tutte le altre piazze d’Europa. Francoforte cede lo 0,36%, Londra apre a -1,28%, Parigi segna -1,41%, Zurigo -1,1%%. L’euro, pur mantenendosi forte sul dollaro, è sceso sotto la quota di 1,47 $ toccata ieri. In flessione anche il petrolio che ripiega a 94,93 dollari.

Il petrolio verso record 100 Dollari al Barile

Martedì 6 Novembre 2007

admin

Aumenta il petrolio al barile, dopo aver toccato il 19 ottobre la cifra record di 94 dollari, balla pericolosamente intorno a quel livello, gettando nel panico tutti i cabalisti sulle sorti future dell’economia mondiale, la speculazione annusa l’aria e si fionda sullo zucchero. I contratti future, quelli che impegnano a comprare o vendere una merce a una certa data per un prezzo stabilito oggi, perciò scommettono sull’andamento del mercato, nel caso del prodotto della canna sono ampiamente al rialzo, sulla base del ragionamento che il caro-petrolio spingerà i biocarburanti, e quindi l’etanolo fatto appunto con la canna da zucchero.Il Petrolio resta comunque sempre il preferito dai giocatori d’azzardo delle Borse. Secondo le ultime statistiche sulle opzioni, gli investitori disposti ad acquistare il future sul Wti (il West Texas Intermediate, cioè il petrolio americano) a dicembre alla magica cifra di 100 dollari sono il triplo di quelli che puntano viceversa a venderlo a 80 dollari. Insomma, la maggioranza vede ‘toro’, cioè rialzo, e si aspetta altri record.

La tesi rialzista è sposata anche da Thomas Petrie, vicepresidente di Merrill Lynch, che scommette sul prossimo raggiungimento dei 120 dollari al barile. “Qui non si tratta più di capire se il petrolio toccherà i 100 dollari al barile, ma solo quando”, gli ha fatto eco Kevin Norrish di Barclays Capital, che vede all’orizzonte i 110 dollari al barile. Ancora più estrema la posizione di Philip Verleger, economista indipendente specializzato nel comparto energetico, stando al quale non vi sono le condizioni per un calo dei prezzi, a meno che non si verifichi una forte recessione: “In assenza di questi fattori i prezzi potrebbero arrivare a 200 dollari al barile”, sentenzia.

Ancora una volta è la finanza che indica la strada, sono i grandi manipolatori dei contratti di carta sul petrolio a dimostrarsi più influenti degli sceicchi dell’Opec, i padroni del petrolio stesso, nel dare la direzione ai mercati? Di certo le tensioni che riportano di nuovo il vecchio barile al centro dell’interesse di governanti e consumatori, di economisti e investitori - ultimamente distratti dalla crisi dei mutui subprime e dalla stretta del credito - hanno anche a che fare con la speculazione. Se ne lamenta infatti l’Organizzazione dei paesi produttori, che controlla il 40 per cento del petrolio mondiale, e che tutto il mondo pressa perché incrementi le quote nel summit di metà novembre a Ryad: “I mercati sono ben forniti, mentre le scorte si trovano a un livello molto tranquillizzante”, ha detto il segretario generale dell’organizzazione Abballa El-Badri, scaricandosi della colpa delle fiammate delle quotazioni. (more…)

Chiusura con incertezze per Piazza Affari e Borse Europee

Venerdì 2 Novembre 2007

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Piazza Affari e le altre principali Borse europee chiudono in lieve calo dopo una seduta in altalena. Apertura in ribasso, poi a metà giornata un gradiale miglioramento, quindi una chiusura in frazionale ribasso sulla scia dell’andamento incerto di Wall Street. Negative anche le principali Borse asiatiche. A Milano l’indice Mibtel ha registrato un -0,05% a quota 30.981, l’indice S&P/Mib un -0,02% a 39.706 punti e l’indice All Stars un -0,40% a quota 16.846. L’euro sale ancora e aggiorna il record a quota 1,4528 dollari. Oro ai massimi storici a 803,5 dollari l’oncia.

Borsa Europea: Nel 2008 ancora in alto grazie all’Asia

Giovedì 1 Novembre 2007

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Nel 2008 le Borse europee e la Borsa Americana continueranno a salire, anche se per l’economia statunitense si prepara un “atterraggio duro”, un brusco rallentamento, che però non dovrebbe sfociare in recessione. A descrivere questo quadro con tanti chiaroscuri, ma dal tono di fondo ancora roseo, è Pascale Auclair, direttore generale e responsabile degli investimenti di La Francaise des Placements, società parigina di gestione del risparmio che si caratterizza per l’indipendenza, l’approccio innovativo della gestione e un patrimonio gestito di 8 miliardi di euro.

Sono due i motivi che spingono Madame Auclair a essere positiva sul mercato azionario: la crescita degli utili aziendali e la prospettiva di nuovi cali dei tassi di interesse. “Abbiamo fiducia sul livello di redditività delle aziende, ci aspettiamo nei prossimi anni una crescita media degli utili per azione del 3,5% in Europa e del 4% in America e questo non è in contraddizione con il rallentamento dell’economia statunitense. Il fatto è - dice la gestrice - che le società occidentali gli utili li faranno sempre meno in Occidente, ma nelle altre aree del pianeta, nei Paesi emergenti”. L’esempio è quello di Caterpillar, che pochi giorni fa ha annunciato risultati deludenti, ma a fronte delle difficoltà all’interno degli Stati Uniti ha messo in evidenzia una crescita importante al di fuori.

A Milano per presentare La Francaise des Placements alla comunità finanziaria italiana (la società ha solo clienti istituzionali), Pascale Auclair spiega che i suoi prodotti sono tutti fondi “absolute return”, senza benchmark e con un orizzonte temporale di medio termine. Come biglietto da visita per l’Italia, ha scelto LFP Allocation, un fondo che si caratterizza per un’allocazione di portafoglio dinamica, totalmente flessibile, che attualmente ha un patrimonio gestito di 800 milioni di euro. Partito nell’ottobre 2003, il fondo vanta un ritorno medio anno dell’8,3%.

Apertura Borse in Calo in Europa e Asia

Lunedì 22 Ottobre 2007

admin

Avvio di seduta negativo per i principali listini di Borsa europea penalizzati dal tonfo di venerdì di Wall Street che ha risentito della corsa del petrolio e dei timori riguardanti l’andamento dell’economia. A Piazza Affari il Mibtel segna -1,66% a quota 30.641 punti. Accusa un forte colpo Fastweb che arretra del 4,65%. Negativi anche tutti gli altri mercati europei: Francoforte perde l’1,43%, Londra il 2,91%, Parigi l’1,73%. In forte difficoltà anche le Borse asiatiche che hanno chiuso tutte in rosso: Tokyo perde il 2,2%, Seul il 3,4%, Taiwan il 2,61% e Shangai il 2,59%. In controtendenza Bombay che avanza dello 0,35%.

Morningstar, le Borse riprenderanno a correre

Giovedì 11 Ottobre 2007

admin

Le turbolenze della crisi dei mutui subprime non hanno spento l’ottimismo dei gestori sulle principali Borse internazionali. È quello che emerge dal consueto sondaggio condotto da Morningstar nella prima settimana di settembre. È una view positiva quella dei fund manager interpellati che credono in una nuova ripresa della crescita dei mercati grazie alla solidità del quadro economico. I gestori hanno dunque confermato il giudizio che avevano espresso nel mese di luglio prima della bufera che si è scatenata ad agosto, a meno che non arrivino delle notizie preoccupanti sul fronte macro o degli utili aziendali, in particolare quelli bancari. In cima alla lista delle Borse preferite spiccano quelle del Vecchio continente. Secondo il 70,6% dei gestori, le Borse europee riprenderanno a salire nei prossimi sei mesi. La positività non manca anche per la Wall Street ed è alimentata da un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed). È circa il 60% dei fund manager che prevede una crescita, mentre solo il 6% si è dimostrato pessimista. Sul Giappone rimane un grosso punto interrogativo. Il 58,8% dei gestori della Borsa del Sol Levante stima un aumento nei prossimi sei mesi, una percentuale in calo rispetto al mese luglio.