Newsletter

Iscriviti alla nostra NewsLetter


Archivio della Categoria 'industria'

Titolo STM in lieve crisi, consigli per gli investitori

Venerdì 12 Ottobre 2007

admin

STMicroelectronics, leader nel design, produzione e commercializzazione di semiconduttori, continua a soffrire l’attuale fase di crisi del  mercato. La performance del titolo infatti, al prezzo attuale di 11,75€, ad 1 anno è negativa del 14,2% circa, a 6 mesi del 18,5% circa, infine a 3 mesi del 17,8% circa. A fronte di un indice che ad 1 anno è quasi invariato.Le ragioni di tale performance sono molteplici, sia di carattere settoriale che specifico della società. Tra le difficoltà del settore di appartenenza citiamo soprattutto il costo unitario delle memorie che continua a soffrire e l’apparente eccesso di capacità produttiva rispetto alle dinamiche della domanda. In quest’ottica anche società comparabili con STM non hanno brillato, anche se per alcune - come nel caso di Texas Instruments - l’andamento è stato meno penalizzante.

Passando alle problematiche specifiche, considerando che un notevole passo avanti per STM è stato il parziale spostamento della produzione in Cina, rimangono i problemi legati al caro euro che penalizzano la società, che ha ancora una parte della produzione in Europa e che soffre la perdita di competitività nei confronti dei principali players attivi nell’area dollaro.

Il recupero del dollaro ci sembra possa essere una chiave di svolta per STM, così come non possiamo escludere che a fronte di una domanda sempre crescente (per le nuove applicazioni) di memorie, anche il prezzo unitario di vendita non possa invertirsi in futuro.

Infine, non prenderemmo Finmeccanica come riferimento per STM, in quanto dopo la definitiva focalizzazione sull’Aerospace&Defence, si muove su dinamiche completamente diverse.

Industria italiana, produzione in crescita ad agosto

Giovedì 11 Ottobre 2007

admin

La produzione industriale ad agosto ha segnato un aumento del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2006, e dell’1,3% nei confronti del precedente mese di luglio. Lo comunica l’Istat, precisando che l’indice, corretto per giorni lavorativi, ha registrato un incremento tendenziale del 3%. In particolare, la produzione degli autoveicoli è aumentata, sempre ad agosto, dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dato corretto per i giorni lavorativi). Per le autovetture e in particolare Fiat, si segnala un incremento del 2,1% su base annua, +6,5% in 8 mesi.

Aeroflot compra 22 “Dreamliner”

Venerdì 5 Ottobre 2007

admin

Grosso affare per la Boeing, la casa-madre che ha prodotto il nuovo B-787, parte del quale è stata costruita da Alenia nei suoi stabilimenti di Grottaglie (Taranto), con un contratto da 3,6 miliardi di dollari.

Boeing e Aeroflot, la Compagnia aerea di bandiera russa, hanno oggi annunciato la firma di un ordine per 22 Boeing 787-8. L’ordine, del valore di 3,6 miliardi di dollari a prezzi di listino, è stato approvato ieri dagli azionisti.

Aeroflot ha affermato che i 787 serviranno per il potenziamento della flotta di aerei wide body (a doppio corridoio), nonché per far fronte alla crescita della compagnia e della domanda.

«Il 787 corrisponde in modo eccellente a molte delle nostre esigenze grazie alla sua efficienza, caratteristiche operative e comfort per i passeggeri» ha detto Valery Okulov, direttore generale di Aeroflot; «il 787 aprirà nuove opportunità mano a mano che modernizziamo la nostra flotta e ampliamo il nostro network internazionale».

Aeroflot non ha annunciato la selezione del fornitore dei motori per i suoi 787. B-787 Aeroflot

«Abbiamo lavorato strettamente con Aeroflot per comprendere le sue esigenze» ha spiegato Craig Jones, vice presidente vendite per Russia e Asia centrale di Boeing Commercial Airplanes; «il 787 rafforzerà la posizione di leadership di Aeroflot. È uno strumento per generare utili e per aiutare Aeroflot ad offrire un’esperienza nuova ai suoi clienti».

Boeing prevede una domanda per 3.500 aerei nei prossimi 20 anni per aerei di dimensioni medie come il 787. Il Boeing 787 Dreamliner è il primo aereo civile al mondo ad essere costruito principalmente in materiale composito. I suoi consumi per passeggero saranno del 20 per cento inferiori a quelli di aerei comparabili, con conseguente riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Sarà inoltre in grado di garantire decolli e atterraggi meno rumorosi e offrire ai passeggeri un ambiente interno con una pressione atmosferica e livello di umidità più simile a quella a terra, in confronto agli aerei precedenti.

Il 787 Dreamliner è l’aereo passeggeri ad aver ottenuto il maggior successo commerciale nella storia dell’aviazione civile ancor prima di volare, avendo già ricevuto 706 ordini da 48 clienti.

Alenia Aeronautica è partner di Boeing sin dalla fase di progettazione del nuovo bimotore, di cui costruisce (in joint venture con la statunitense Vought Aircraft Industry) lo stabilizzatore e le sezioni centrali e posteriori della fusoliera, per una quota complessiva che ammonta al 26% dell’intera struttura.

Mercato dell’auto quasi fermo, brilla Fiat

Giovedì 4 Ottobre 2007

admin

La casa torinese, FIAT, continua a battere il mercato con più 2% le immatricolazioni e accresce la quota di mercato, ora al 31,1%.

 Il mercato dell’auto italiano a settembre si è fermato. Nel mese appena trascorso l’incremento delle immatricolazioni è stato appena sensibile: più 0,2% rispetto all’anno precedente, secondo i dati della Motorizzazione civile diffusi dal ministero dei Trasporti (immatricolate 184.774 autovetture).

Anche in un mercato praticamente immobile Fiat riesce a brillare. Il gruppo torinese ha infatti battuto la media del mercato, immatricolando a settembre oltre 57mila vetture, con un incremento del 2,1%. La quota di mercato di Fiat è quindi ulteriormente salita, passando al 31,1% (+0,6 punti percentuali rispetto al settembre 2006).

Sempre a settembre, rispetto a un anno fa, sono calate sensibilmente le compravendite di auto usate: 379.928 trasferimenti di proprietà, con una riduzione del 4,86% rispetto a settembre 2006. Il volume globale delle vendite (564.702 autovetture) ha dunque interessato per il 32,72% auto nuove e per il 67,28 % auto usate. Ad agosto l’incremento era stato del 6,77%.

Tornando alla Fiat, ai primi tre posti della classifica delle vetture più vendute a settembre troviamo la Punto, la Panda e la 500, che ha raggiunto quota 75mila ordini in tutta Europa. Un’altra conferma per il brand arriva da Doblò, primo nel suo segmento con il 51,3% del mercato. Lancia mette a segno l’ottavo mese consecutivo di crescita e con oltre 7.400 immatricolazioni in settembre aumenta i volumi del 2,7% rispetto all’anno scorso. In aumento anche la quota, che sale al 4% (+0,1 punti nel confronto con settembre 2006). Alfa romeo, infine, con 5mila vetture vendute ottiene una quota di mercato in settembre del 2,7%, in lieve flessione (-0,3 punti percentuali) rispetto a un anno fa. Anche se l’Alfa 159 ancora una volta è tra le vetture più vendute del segmento D in Italia con una quota pari al 13,9% a settembre.

Fiat spinta da Goldman sopra i 21 euro

Lunedì 1 Ottobre 2007

admin

Acquisti su Fiat a Piazza Affari, dove il titolo è cresciuto del 3,52% a 21,45 euro, tra scambi pari al 5,8% del capitale. Una vera e propria riscoperta del Lingotto in Borsa, senza che, almeno all’apparenza, ci siano spiegazioni precise per un balzo, che ha riportato il gruppo di Torino oltre la soglia psicologica dei 21 euro. Il tutto mentre l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, si trova negli Stati Uniti per incontrare gli investitori istituzionali, dopo il recente ritiro delle azioni da Wall Street.

Gli acquisti sul titolo FIAT, particolarmente penalizzato nei giorni peggiori della crisi dei mutui Usa, sono iniziati subito dopo la cessione della quota in Mediobanca, il 20 settembre, con la quale Torino ha messo a segno una plusvalenza di 118 milioni. A Piazza Affari si ricorda il recente studio sul titolo realizzato da Goldman Sachs. Dopo aver alzato il prezzo obiettivo, portandolo fino a 30 euro, la banca d’affari ha deciso di sostenere il Lingotto con una serie di presentazioni sul mercato americano, mettendo a disposizione quello che, secondo un trader, è uno degli «analisti più ascoltati del momento»: quello Stefan Burgstaller che ha indicato Fiat come un’azione «attraente».

Titolo Fiat in Borsa penalizzato dal mercato

Domenica 23 Settembre 2007

admin

Fiat dopo il rilascio dei risultati del secondo trimestre, è stata severamente penalizzata dal mercato.

Le ragioni sono essenzialmente due: da un lato c’è una debolezza generalizzata degli indici azionari, che ha colpito soprattutto i settori più ciclici e legati alla congiuntura economica; dall’altro una fisiologica presa di profitto sul titolo (tipicamente il buy on rumors and sell on news), che da giugno in attesa dei risultati era salito quasi del 20%. (le azioni di Risparmio un più contenuto 14%).

Gli investitori a questo punto si pongono due domande: la discesa attuale è solo una fase di consolidamento, o è un inversione di trend? Ha senso l’azione di Risparmio, o è meglio l’Ordinaria?

Per il primo quesito, valutando molto positivamente i recenti risultati, l’outlook per la Nuova 500 e in genere il recupero di efficienza in atto praticamente in tutte le business unit, propenderemmo per una momentanea fase di rintracciamento. Indici azionari in generale permettendo.

Per il secondo quesito dipende dalla propensione al rischio dell’investitore. La Risparmio infatti è tendenzialmente meno reattiva nelle fasi rialziste, ma beneficerà di un dividendo più elevato e presenta al momento uno sconto con l’azione Ordinaria che potrebbe richiudersi.

Fiat vende la sua quota in Mediobanca

Venerdì 21 Settembre 2007

admin

Fiat annuncia, in un comunicato, di aver ceduto a Goldman Sachs International la propria partecipazione in Mediobanca S.p.A., pari all’1,83% del capitale, realizzando una plusvalenza di circa 118 milioni di euro. Il regolamento dell’operazione è previsto il 26 settembre 2007. Le azioni sono state acquisite da Goldman Sachs International al fine del loro successivo collocamento presso investitori professionali.

Industria italiana: in aumento ordinativi e fatturato.

Mercoledì 19 Settembre 2007

admin

Crescono gli ordinativi dell’industria italiana. A luglio, afferma l’Istat, l’indice su base annua segna un +11,8%, con un calo mensile dello 0,4%. Sempre nel mese di luglio, il fatturato è aumentato dell’11,5% rispetto al luglio del 2006, e dell’1,2% rispetto al giugno del 2007. L’aumento è stato del 9,4% sul mercato interno e del 16,6% su quello estero.

KERSELF per investire sicuri in un futuro solare.

Mercoledì 19 Settembre 2007

admin

 Kerself, e l’Azienda leader nella produzione e installazione di pannelli fotovoltaici per energia solare. L’emiliana Kerself è impegnata in un aumento di capitale per raccogliere 22 milioni di euro con i quali sostenere i progetti di crescita. Grazie agli incentivi pubblici recentemente adottati in Italia su imitazione della legislazione tedesca, il settore fotovoltaico nel nostro Paese sta attraversando una fase di forte sviluppo.

La capacità installata totale in Italia era nel 2006 di 36 Megawatt e salirà alla fine di quest’anno a 80-100 Megawatt. Con il Conto energia, una formula di incentivi ad hoc approvata per decreto nel marzo scorso, il governo ha stanziato 3 miliardi di euro e l’obiettivo è arrivare 1.000 Megawatt di capacità installata nel 2010. In questo mercato Kerself è leader nazionale con una capacità produttiva annua di 36 Megawatt , seguito da Enipower che ha una capacità di 6 Megawatt.

Dopo avere chiuso il 2006 con un fatturato di 53,1 milioni di euro e un utile netto di 2,9 milioni, Kerself pensa di chiudere quest’anno con ricavi per 85/86 milioni. Collocate in Borsa (mercato Expandi) nel gennaio 2006 a 2,5 euro, le azioni Kerself hanno realizzato una performance impressionante fino a segnare il 5 settembre scorso il massimo di 9,13 euro.

Le nuove azioni di Kerself vengono offerte in opzione agli azionisti in ragione di 5 nuove azioni ogni 19 possedute a un prezzo di 6,3 euro, contro una quotazione, oggi, di 8,3 euro (sconto del 24%). Partito il 10 settembre, l’aumento di capitale si chiuderà il 28 settembre e il 21 sarà l’ultimo giorno per negoziare in Borsa i diritti di opzione.  Pier Angelo Masselli, fondatore, presidente e principale azionista di Kerself con il 27%, ha già sottoscritto la sua quota di aumento di capitale, e gli altri due principali azionisti, Franco Traverso (10,8%) e la famiglia Mutabakani (6,6%), si sono impegnati a fare lo stesso.

Non teme che sia difficile convincere gli investitori a comprare le vostre azioni, dopo che il titolo è già salito del 230% negli ultimi 20 mesi  e del 70% dall’inizio di quest’anno?

“Non credo, siamo un’azienda caratterizzata da tassi di crescita molto alti e lavoriamo in un settore in forte espansione”, risponde il presidente Masselli, il quale dice di condividere la previsione fatta da Intermonte che la società raggiungerà nel 2008 un fatturato di 140 milioni di euro. Intermonte guida il consorzio di garanzia dell’aumento di capitale.

Come utilizzerete i soldi che chiedete al mercato?

“Ci servono mezzi finanziari per sostenere una crescita organica che sarà a doppia cifra e per fare acquisizioni. Stiamo concludendo un investimento da 16 milioni di euro con il quale abbiamo aumentato la capacità produttiva della controllata Helios Technology da 10 a 30 Megawatt. Con la crescita delle domanda che prevediamo grazie al Conto energia potremmo anche realizzare un’ulteriore nuova linea produttiva da 60 Mw, sarebbe un investimento da 26 milioni di euro con il rientro garantito in tre anni”.

Che cosa vi farà decidere se farlo o no?

“Dipende dal costo del silicio, se riusciremo a raggiungere accordi che ci garantiscono silicio a basso costo. Di fatto per noi il vero business è la distribuzione, fabbrichiamo i pannelli perché ci servono. Oggi il costo del silicio è alto, perché c’è un eccesso di domanda rispetto all’offerta, ma sappiamo che nuovi player stanno per entrare in questo settore per cui ci aspettiamo in prospettiva una discesa dei prezzi”.

E le acquisizioni?

“Ci interessa crescere nella distribuzione, dove già abbiamo una rete piuttosto diffusa, e nei componenti: per fare l’energia solare, oltre ai pannelli, servono gli inverter che a noi mancano, ma in Italia ci sono tanti produttori di inverter”.

Grazie agli incentivi pubblici e all’accordo con Deutsche Bank, Kerself è in grado di proporre alle famiglie l’installazione a costo zero di pannelli fotovoltaici per le abitazioni, con vantaggi da subito in bolletta. Avete previsto spese di marketing-pubblicità per fare conoscere questa formula?

“Quello che andrebbe fatto conoscere è l’intelligente politica di incentivi adottata dal governo. Come ci sono le campagne pubbliche contro la guida in stato di ebbrezza, andrebbe fatta una campagna educativa sul Conto energia”.

Kerself è scalabile: che cosa fareste lei e gli altri soci principali di fronte all’offerta di un grande concorrente?

 “Al momento non abbiamo di certo intenzione di vendere: noi stiamo lavorando per fare crescere l’azienda e sono sicuro che fra due o tre anni varrà molto di più”.

Crisi mutui frena l’economia mondiale

Sabato 15 Settembre 2007

admin

L’economia mondiale crescerà meno dopo la crisi dei mutui ad alto rischio, i cosiddetti “subprime”, negli Stati Uniti. L’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 30 paesi, ha tagliato le previsioni di sviluppo per quest’anno di Eurolandia al 2,6% (dal 2,7% precedente) e degli Usa (all’1,9% dal 2,1%). Secondo il capo economista Jean-Philippe Cotis le prospettive di crescita sono ora «meno promettenti». L’Ocse, in particolare, nelle sue previsioni ha nettamente rivisto al ribasso, rispetto a maggio scorso, le stime di crescita del pil di Italia (da 2% a 1,8%), Francia (da 2,2% a 1,8%) e Germania (da 2,9% a 2,6%) per il 2007.

«Per ora non abbiamo ragioni di correggere le nostre stime, seguiamo con grande attenzione ma molto dipenderà da come si evolverà la crisi negli Stati Uniti e da come si rifletterà sulla propensione al consumo», ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

La Bce pronta ad agire. «La volatilità del mercato monetario è aumentata e la Bce sta monitorando la situazione con attenzione». E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla Banca centrale europea, dove si precisa che se la volatilità «dovesse persistere domani», l’istituto «è pronto ad assicurare condizioni ordinate del mercato monetario» nell’area. Il comunicato della Bce, notano dalle sale operative, arriva dopo che in mattinata i tassi a breve erano saliti ai massimi degli ultimi sei anni, al 4,76-4,8%. L’annuncio dell’istituto centrale, che si è detto pronto a intervenire per assicurare condizioni ordinate al mercato monetario, ha avuto l’immediato effetto di riportare il riferimento overnight attorno al 4,13%, spingendo le banche a mettere sul mercato la liquidità che avevano accumulato fino a quel momento. Giovedì la Bce riunirà il consiglio direttivo e deciderà se intervenire sui tassi di interesse dell’eurozona. Il mercato si attende che l’istituto centrale mantenga il costo del denaro ivariato al 4%, rinviando l’attesa stretta nella politica monetaria.

L’Ocse: ancora difficile stimare impatto crisi. La crisi di insolvenza dei mutui subprime ha colpito l’economia mondiale «in un momento in cui era ancora forte», ha spiegato il capo economista dell’Ocse, precisando tuttavia che ancora non è facile stimare l’effetto delle crisi finanziarie di questi giorni sulla crescita anche se è «rivista al ribasso la crescita per il secondo semestre dell’anno». «In generale, le nostre stime di crescita possono errare in eccesso, dato che non è ancora stato possibile valutare interamente l’impatto negativo delle turbolenze del mercato del credito sulle attività economiche», ha osservato ancora il capo economista dell’Ocse. Se poi gli Stati Uniti rischino o meno una recessione economica «è difficile da valutare», ha detto ancora Cotis, spiegando che l’impatto della crisi dei mutui “subprime” dipenderà molto dal clima economico, e per il momento i consumi negli Usa stanno reggendo. L’Ocse prevede in ogni caso che il «contagio» della crisi dei mutui sarà scarso in Europa.

Cotis, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto dell’Ocse ha suggerito poi di accendere un faro acceso sul mercato del credito immobiliare e di avviare una «una lotta attiva contro l’attività creditizia predatoria». Le insolvenze dei mutui cosiddetti subprime «hanno rilevato serie imperfezioni nel funzionamento del mercato immobiliare americanoe, in generale, del mercato del credito in tutto il mondo», ha osservato Cotis, ma i mercati «impareranno dai recenti errori secondo il solito processo “sbagliando si impara”».

Per quanto riguarda infine i tassi, secondo l’Ocse, la Federal reserve Usa dovrebbe tagliare di ulteriori 25 punti base il costo del denaro per contrastare gli effetti della crisi, mentre nel caso dell’area euro, anche se unastretta avrebbe senso, l’Ocse ritiene che la Bce dovrebbe evitare strette fino a quando i mercati non si saranno stabilizzati. E la stessa cosa vale per la giapponese BoJ, in attesa di un pieno rientro della deflazione. In Eurolandia, per Cotis, sembra comunque «garantita» una nuova stretta ai tassi quando «quando le condizioni dei mercati saranno calme».

Almunia: rischi ci sono ma economia solida. «Non c’è dubbio che c’è un rischio al ribasso, ma l’economia europea continua a essere un economia che si basa su fondamenta solide. Dunque si trova in condizioni favorevoli grazie alle quali non dovrebbe subire conseguenze particolari dalla crisi dei mutui statunitensi». Lo ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia , nella sua relazione al Parlamento europeo sulle recenti turbolenze nei mercati finanziari. «L’impatto della crisi - ha detto Almunia - potrebbe andare al di là di quanto visto finora, e per questo la vicenda merita tutta la nostra attenzione. Ma l’impatto sull’economia europea dovrebbe essere, in linea di principio, limitato, visto che la crescita resta elevata». Per Almunia, quindi, «il fattore più importante sarà l’impatto che la crisi avrà sulla fiducia, che è il motore fondamentale sia per gli investimenti che per i consumi».