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Archivio della Categoria 'tassi interesse'


Borse chiudono settimana in risalita in Italia e in Europa

Domenica 2 Settembre 2007

admin

Avvio in territorio positivo per Piazza Affari dopo la chiusura in forte rialzo di Tokyo questa mattina e quella altrettanto positiva di Wall Street venerdì. Il Mibtel sale dello 0,93%, l’S&P/Mib avanza dello 0,94% a 39.077 punti e l’All Stars dello 0,85%.

A dare fiato ai mercati mondiali, dopo le perdite della scorsa settimana, la decisione della Fed, di venerdì, di tagliare di 50 basis point i tassi di sconto, decisione che ha ridato fiducia agli investitori e consentito la rimonta delle principali piazze finanziarie scosse dai timori di una crisi dei mutui subprime in Usa. Intanto oggi la Banca del Giappone ha deciso di immettere sul mercato finanziario 1 trilione di yen (8,8 miliardi di dollari o 6,5 miliardi di euro) per far fronte alla mancanza di liquidità.

Proseguendo il rimbalzo già avviato nella seduta di venerdì, grazie all’intervendo della Fed che ha tagliato il tasso di sconto, le piazze europee confermano la tendenza, incoraggiate fra l’altro dai recuperi di stamattina sui mercati asiatici. Gli indici hanno aperto in rialzo e mantengono, dopo 40 minuti di attività, il segno positivo.

Vola Alitalia sul listino delle blue chips in rialzo del 2,6% a 0,822 euro, in attesa degli sviluppi sul futuro della compagnia: accanto alla cordata Baldassarre non si placano le voci di un interesse da parte di Air France. Marcia ingranata per Fiat che avvia la seduta in rialzo del 2,4% a 18,52 euro dopo la performance negativa di venerdì, quando era scesa sotto i 17 euro. Ben comprata anche Italcementi che ha lanciato un’offerta d’acquisto sulla kuwaitiana Hilal Cement per 89 milioni di dollari.

Sul fronte bancario si mettono in evidenza Capitalia (+1,33%) e Unicredit (+1,3%), alla vigilia della presentazione dei risultati dell’istruttoria da parte dell’Antitrust. Bene anche Intesa Sanpaolo (+0,8%). Gli acquisti investono anche il settore assicurativo con Mediolanum in salita dello 0,7%, Generali dello 0,81% e Fonsai dello 0,5%.

Deboli in fondo all’S&P/Mib Terna che arretra dello 0,28% a 2,445 euro e Mediaset sotto la parità a -0,06%.

Sul generale in grande spolvero Fidia in rialzo del 7,16% a 10,8 euro affiancata da Panariagroup (+6,3%). Avvio negativo per El.En (-1,29%) e Diasorin (-1,15%).

Carte di credito, molte famiglie in bancarotta e FMI taglia crescita.

Domenica 2 Settembre 2007

admin

In queste settimane, mentre i listini di Borsa crollavano e il sistema di credito diventava ogni giorno più inagibile a causa della crisi dei mutui subprima USA, molti si sono concentrati sulla principale ragione di fiducia: i mercati finanziari si saranno anche trovati in preda a un colpo di freddo di mezz’estate, ma l’economia «reale» sembrava restare in salute un po’ ovunque nel mondo. Forse nei prossimi mesi questa diagnosi verrà confermata eppure per ora, almeno per gli Stati Uniti, il Fondo monetario internazionale si prepara a tagliare decisamente le sue previsioni di crescita. Il tasso di sviluppo della prima economia mondiale, pari a quasi un quarto del prodotto interno lordo globale, dovrebbe ridursi di circa lo 0,6% l’anno prossimo rispetto alle stime di qualche tempo fa.Nelle previsioni dell’aprile scorso l’Fmi puntava per l’America su un tasso di sviluppo del 2,8%. Adesso la stima per il 2008 non va oltre il 2,2%, con l’implicazione che il prodotto lordo degli Stati Uniti sarà di circa 120 miliardi di dollari inferiore alle attese. Toccherà al «World Economic Outlook » del Fondo monetario il compito di fissare la previsione più ufficiale, subito prima degli incontri annuali di Washington a metà ottobre. Prima di allora i tecnici dell’organismo internazionale potrebbero ritoccare ancora le loro stime, ma difficilmente per cambiarle in meglio. Sull’economia americana rischia infatti di farsi sentire sempre di più nei prossimi mesi la debolezza dei consumi imposta dal crescente indebitamento delle famiglie. Su questo fronte a farsi sentire non ci sono solo la caduta dei valori immobiliari e le insolvenze sui mutui «subprime », quelli concessi alle famiglie indigenti. Un rapporto pubblicato questa settimana dall’agenzia di rating Moody’s sottolinea infatti che i conti degli americani scricchiolano anche sul fronte delle carte di credito, ossia del finanziamento diretto dei consumi.

Nella prima metà del 2007 le società emittenti di carte di credito hanno dovuto classificare come irrecuperabili il 4,58% dei pagamenti compiuti. Rispetto allo stesso periodo del 2006, si tratta di un balzo del 30%. L’aumento delle insolvenze sulle carte di credito è probabilmente legato a doppio filo alla caduta del mercato immobiliare: le famiglie americane non riescono più a cambiare a proprio favore le condizioni del mutuo grazie alla rivalutazione della casa e vedono ridursi drasticamente i margini per coprire con il valore del mattone il loro indebitamento crescente sugli altri fronti. Una forte stretta ai consumi nei prossimi mesi appare sempre più inevitabile. Non è detto che i dati messi in luce da Moody’s preludano fatalmente a una recessione americana. Nel 2004, mentre gli Stati Uniti crescevano al 3,9%, l’aumento dei fallimenti sui pagamenti da carte di credito era arrivato al livello-record del 6,29%. Ma anche così non si tratta di buone notizie per l’Europa: l’America, di gran lunga primo mercato per l’export della Ue, nella prima metà del 2007 ha già importato dal Vecchio Continente per il 3% (in valore) meno di un anno fa.

Crisi dei Mutui: Borse temono contagio

Giovedì 23 Agosto 2007

admin

Riaprono le Borse, ritorna la paura. I listini di tutto il mondo tornano alle negoziazioni e milioni di investitori incrociano le dita, dopo che la crisi sui mutui di seconda scelta e il petrolio su livelli record (78,77 dollari al barile) hanno fatto vivere a Wall Street la sua settimana peggiore degli ultimi cinque anni, con perdite oltre il 4% per l’indice Dow Jones. La sensazione diffusasi sui mercati, è che il tracollo degli operatori nella fascia dei mutui subprime potrebbe estendersi a parti più garantite del mercato immobiliare e finanziario, fino a rallentare la marcia già non frenetica dell’economia a stelle e strisce. Un senior executive di Bear Stearns ha fatto capire l’aria che tira, affermando che le condizioni del credito sono le peggiori da due decenni a questa parte.

Borse Europee e Asiatiche in recupero.

Giovedì 23 Agosto 2007

admin

Avvio di seduta positivo per i principali listini europei, che consolidano così il buon andamento di ieri. I mercati beneficiano della decisione della Fed di investire due miliardi di dollari nel colosso dei mutui Countrywide, che rischiava la bancarotta per effetto dei subprime e dei nuovi interventi di ieri delle banche centrali. A Piazza Affari il Mibtel segna +0,70% a quota 30.946 punti. Positivi anche gli altri mercati. Francoforte guadagna lo 0,80%, Londra lo 0,50%,Parigi l’1,05% e Zurigo l’1,03%.

Il direttivo della Banca centrale del Giappone ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Il tasso di riferimento resterà allo 0,50%. Lo scorso febbraio il tasso era stato aumentato di un quarto di punto sulla scia della ripresa economica. Un nuovo incremento era stato prospettato all’inizio dell’estate, ma tali propositi sembravano essersi vanificati dopo le ripetute immissioni di liquidità rese necessarie dalla crisi causata dai mutui a rischio Usa. E anche oggi la Borsa di Tokyo e gli altri listini asiatici registrano un forte rialzo.

Padoa Schippa: le nostre banche non a rischio

Sabato 18 Agosto 2007

admin

Il ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa, intervistato dall’agenzia Reuters, rassicura: la crisi dei mutui Usa che ha contagiato l’Europa, non dovrebbe comportare “seri problemi per le banche italiane“. E la forza dell’economia mondiale, e di quella Usa in particolare, non sono messe a repentaglio. Il ministro promuove l’intervento della Fed che ha ridotto il tasso di sconto e non esclude la convocazione di un G7 straordinario per discutere la turbolenza dei mercati. Anche la Bce ha “operato nel modo appropriato”.