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Perquisite 4 banche a Milano per inchiesta sui derivati

26 Giugno 2008

admin

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Perquisizioni in corso da parte della Guardia di Finanza nelle sedi milanesi di quattro banche, nell’ambito dell’ inchiesta sui derivati condotta dal Pm Alfredo Robledo. Gli uffici perquisiti riguardano le sedi di Ubs, Deutsche Bank, Jp Morgan e la sede romana di Depfabank. Gli indagati sarebbero diversi.L’accusa è truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la stipula di prodotti derivati. Le perquisizioni non sarebbero connesse a un esposto presentato nei giorni scorsi.

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Investire con i Derivati in sicurezza

16 Novembre 2007

admin

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I derivati per definizione sono dei contratti il cui rendimento dipende in modo diretto da quello di un altro bene che può essere sia uno strumento finanziario del tipo azioni, obbligazioni, titoli di stato ecc o anche un bene reale come qualsiasi materia prima quale petrolio o beni materiali come caffè  soia ecc. Quindi le quotazioni dell’oggetto sul quale è costruito il derivato e che per questo motivo prende anche il nome di bene sottostante vanno ad influire in modo diretto sul guadagno o sulla perdita che il derivato può produrre.

Semplificando si può dire in altre parole che i derivati sono tipo una scommessa sull’andamento futuro delle quotazioni di un determinato bene materiale. Anche se la loro funzione principale dovrebbe essere quella di coprire l’investitore da eventuali rischi. In gene chi li vende trasferisce su di se i rischi relativi all’andamento del prezzo del bene sottostante e chi li acquista lo fa invece perché spera di proteggersi dalle fluttuazioni di mercato di quel prezzo.

Facendo un esempio pratico si può  costruire i derivati sulle valute e questo è molto utile per quelle imprese che hanno relazioni con l’estero e quindi hanno anche necessità di acquistare valuta straniera. I derivati in questo caso particolare aiutano l’azienda a proteggersi dai rischio della fluttuazione del mercato dei cambi. I derivati sono strumenti molto utili in genere se si fa attenzione.

Recentemente si è scoperto ad esempio, nelle casse del fondo pensionistico dei dipendenti ex IBI (istituto bancario che all’inizio degli anni novanta è stato fuso nella CARIPLO) un buco, anzi una voragine. In pratica su 80 milioni di euro di dotazione del fondo, ne mancano all’appello circa 43. Oltre la metà. L’ammanco è stato scoperto solo all’inizio di quest’anno, in occasione della fusione di Banca Intesa (istituto bancario risultante dall’aggregazione della Cariplo con altri istituti di credito) e San Paolo IMI ed esso è frutto, non di una sottrazione fraudolenta da parte di amministratori infedeli, quanto di una errata valutazione dei rischi insiti negli strumenti finanziari nei quali è stata investita la liquidità della cassa. Derivati appunto.

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Derivati, Bankitalia indaga su 4 banche

9 Novembre 2007

admin

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Quattro gruppi bancari italiani, attivi nel segmento dei derivati, sono sotto la lente di Bankitalia. Lo dice il direttore generale dell’istituto centrale, Fabrizio Saccomanni, nel corso di un’audizione alla commissione Finanze della Camera. Le verifiche si riferiscono a «operatori di una certa importanza», precisa Saccomanni, pur non facendo i nomi delle banche davanti ai parlamentari. I nuovi controlli si aggiungono a quelli già effettuati nel 2006 nei confronti dei tre gruppi bancari maggiormente attivi nel settore dei derivati, il più noto di essi è Italease.Si tratta di un programa di verifiche, che parte dagli istituti che più di altri operano in derivati, e proseguirà con gli altri. Alle parole di Saccomanni, il mercato borsistico ha tuttavia reagito immediatamente, con ribassi concentrati su alcuni gruppi quali Unicredit, Banco Popolare, Monte Paschi e Ubi Banca. Ha tenuto invece il titolo Intesa-Sanpaolo. «Sul tema dei derivati siamo sereni, abbiamo già dato tutte le risposte», ha affermato l’amministratore delegato Corrado Passera.

Le verifiche attualmente in corso, aggiunge Saccomanni, «includono anche l’attività con gli enti locali», la cui esposizione è più che raddoppiata in un anno e mezzo passando dai 500 milioni di fine 2006 al miliardo e 54 milioni dell’agosto scorso, con le sole banche italiane.

In agosto Bankitalia ha avviato un’indagine sull’operatività in derivati svolta dall’intero sistema bancario nazionale. Al momento, Saccomanni resta abbastanza tranquillo sul quadro generale: «Considerate le dotazioni patrimoniali di cui dispone il sistema bancario italiano - osserva - la dimensione dei rischi di fronte all’operatività in derivati appare contenuta. Non si ravvisano allo stato - aggiunge - rischi per la stabilità del sistema bancario nel suo complesso». Il capitale assorbito a fronte dei rischi di mercato, derivati inclusi, a dicembre 2006 era pari al 4,4% del patrimonio di vigilanza, in flessione rispetto al 2005. Sempre a fine 2006, il valore lordo di mercato (che misura il rischio assunto dagli operatori, spiega il dg di Bankitalia) dei contratti stipulati dalle banche presenti in Italia era pari a 180 miliardi di euro, il 2,5% dell’aggregato a livello internazionale. A giugno 2007, dopo il consolidamento delle unità estere del gruppo Unicredito, il valore lordo è salito a 270 miliardi. Come ha ricordato Mario Draghi qualche giorno fa, si tratta di un valore positivo per 150 miliardi.

Tutto questo non significa che il sistema sia immune da rischi. Da qui il programma di verifica messo in atto da Bankitalia, incominciato con i quattro istituti; e le nuove istruzioni di vigilanza che riguardano gli enti locali, esposti in derivati per 1 miliardo e 54 milioni di euro (il 2,9% dell’indebitamento di cassa). Una cifra che rappresenta una sottostima, in quanto non comprende i contratti stipulati con intermediari esteri. A questo proposito, Saccomanni giudica positivamente l’emendamento alla Finanziaria che vuole introdurre controlli più efficaci e maggiore trasparenza nella finanza locale. «È bene fare chiarezza su questo punto», ha commentato il sindaco di Milano, Letizia Moratti, annunciando di essersi già mossa su questa strada.

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