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Per Alitalia intervengono anche le fondazioni bancarie

22 Luglio 2008

admin

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Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: «Ci sto lavorando ancora, il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada avanti a lavorarci». Poche parole, confermando la linea della riservatezza: «Questa è la mia unica risposta - risponde Ermolli ai cronisti che lo incalzano - perché sono tenuto al segreto professionale».La girandola di manifestazioni di disponibilità, candidature, indiscrezioni, è il segnale che potrebbe non essere difficile, a questo punto, creare una quota di azionisti italiani come nocciolo di un progetto per il futuro di Alitalia.

Serve anche un partner forte che sia il perno di un piano industriale. E serve una soluzione per arrivare ad una due diligence: se non una nuova gara per la privatizzazione almeno un nuovo mandato dell’azionista al cda, per esempio, perchè i vertici della compagnia possano tornare a sondare l’interesse di potenziali partner disponibili ad acquisire la quota di controllo oggi in mano al Tesoro, e aprire una data room ai candidati. La stessa procedura che aveva portato alla trattativa in esclusiva con Air France.

Indiscrezioni di stampa insistono su contatti tra Lufthansa e Unicredit.

Ma l’attenzione è in queste ore tutta sul prossimo insediamento del nuovo governo perchè il prossimo ministro dell’Economia, come azionista, possa formalmente riaprire il dossier privatizzazione e fare le prime mosse. Atmosfera di attesa anche ai piani alti della compagnia, dove domani torna a riunirsi il cda per fare il punto dopo aver incassato il prestito da 300 milioni del governo, prestito sul quale pende ancora il rischio di una bocciatura da Bruxelles.

Intanto il progetto di cordata italiana incassa l’attenzione delle fondazioni bancarie. «Se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate su rischio e redditività dell’investimento», dice Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e Acri, l’associazione di casse di risparmio e fondazioni bancarie. Ma «chiedere oggi se diremo si o no è prematuro, bisogna aspettare un progetto», chiarisce Guzzetti.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, guarda con interesse anche alla «minaccia» di Silvio Berlusconi: vendere a Ferrovie. Idea che «non è poi così balzana»: pensando a quando, tra pochi anni, i treni ad alta velocità faranno concorrenza ai voli nazionali, per Bonanni «una gestione comune è del tutto auspicabile in un sistema moderno di efficienza dei trasporti».

Investimenti, Trading, banche, azioni, mercato economico

Produzione industriale fa segnare -0,2%

19 Maggio 2008

admin

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L’Istat ha rilevato che la produzione industriale fa registrare un calo nel mese di marzo e aprile. L’indice è sceso dello 0,2% su base mensile pari a un calo annuo del 2,5%. A febbraio l’indice era sceso dello 0,2% mensile e dello 0,7% su base annua. Il dato ha superato in negativo le previsioni che indicavano un calo mensile dello 0,1%. Su base destagionalizzata l’indice è sceso del 7,4% annuo. Nel confronto con marzo 2007, unica variazione positiva per l’energia: +4,5%. Variazioni negative per i beni di consumo(-41,%),per i beni durevoli(-3,4%), per i beni intermedi (-3,8%). In forte controtendenza il mercato dell’auto che a marzo cresce del 4,8% annuo.

industria

Le industrie investono in immobili

14 Ottobre 2007

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Più che in macchinari le grandi imprese e industrie preferiscono investire in immobili. Tra il 2000 e il 2006 infatti, secondo la Cgia di Mestre, i secondi sono aumentati circa dell’88% mentre i primi sono addirittura scesi del 7,2% mentre l’inflazione, sempre nello stesso periodo di tempo, è aumentata del +15,1% Insomma secondo l’associazione degli artigiani di Mestre le grandi imprese privilegiano, in larga misura, l’investimento di natura “speculativa” trascurando invece di reinvestire all’ininterno delle imprese per migliorare la competitività sui mercati esteri.

Investimenti, industria

Industria italiana, produzione in crescita ad agosto

11 Ottobre 2007

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La produzione industriale ad agosto ha segnato un aumento del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2006, e dell’1,3% nei confronti del precedente mese di luglio. Lo comunica l’Istat, precisando che l’indice, corretto per giorni lavorativi, ha registrato un incremento tendenziale del 3%. In particolare, la produzione degli autoveicoli è aumentata, sempre ad agosto, dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dato corretto per i giorni lavorativi). Per le autovetture e in particolare Fiat, si segnala un incremento del 2,1% su base annua, +6,5% in 8 mesi.

industria

Mercato dell’auto quasi fermo, brilla Fiat

4 Ottobre 2007

admin

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La casa torinese, FIAT, continua a battere il mercato con più 2% le immatricolazioni e accresce la quota di mercato, ora al 31,1%.

 Il mercato dell’auto italiano a settembre si è fermato. Nel mese appena trascorso l’incremento delle immatricolazioni è stato appena sensibile: più 0,2% rispetto all’anno precedente, secondo i dati della Motorizzazione civile diffusi dal ministero dei Trasporti (immatricolate 184.774 autovetture).

Anche in un mercato praticamente immobile Fiat riesce a brillare. Il gruppo torinese ha infatti battuto la media del mercato, immatricolando a settembre oltre 57mila vetture, con un incremento del 2,1%. La quota di mercato di Fiat è quindi ulteriormente salita, passando al 31,1% (+0,6 punti percentuali rispetto al settembre 2006).

Sempre a settembre, rispetto a un anno fa, sono calate sensibilmente le compravendite di auto usate: 379.928 trasferimenti di proprietà, con una riduzione del 4,86% rispetto a settembre 2006. Il volume globale delle vendite (564.702 autovetture) ha dunque interessato per il 32,72% auto nuove e per il 67,28 % auto usate. Ad agosto l’incremento era stato del 6,77%.

Tornando alla Fiat, ai primi tre posti della classifica delle vetture più vendute a settembre troviamo la Punto, la Panda e la 500, che ha raggiunto quota 75mila ordini in tutta Europa. Un’altra conferma per il brand arriva da Doblò, primo nel suo segmento con il 51,3% del mercato. Lancia mette a segno l’ottavo mese consecutivo di crescita e con oltre 7.400 immatricolazioni in settembre aumenta i volumi del 2,7% rispetto all’anno scorso. In aumento anche la quota, che sale al 4% (+0,1 punti nel confronto con settembre 2006). Alfa romeo, infine, con 5mila vetture vendute ottiene una quota di mercato in settembre del 2,7%, in lieve flessione (-0,3 punti percentuali) rispetto a un anno fa. Anche se l’Alfa 159 ancora una volta è tra le vetture più vendute del segmento D in Italia con una quota pari al 13,9% a settembre.

Investimenti, Trading, Notizie, industria, inflazione, azioni, mercato economico

Industria italiana: in aumento ordinativi e fatturato.

19 Settembre 2007

admin

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Crescono gli ordinativi dell’industria italiana. A luglio, afferma l’Istat, l’indice su base annua segna un +11,8%, con un calo mensile dello 0,4%. Sempre nel mese di luglio, il fatturato è aumentato dell’11,5% rispetto al luglio del 2006, e dell’1,2% rispetto al giugno del 2007. L’aumento è stato del 9,4% sul mercato interno e del 16,6% su quello estero.

industria

KERSELF per investire sicuri in un futuro solare.

19 Settembre 2007

admin

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 Kerself, e l’Azienda leader nella produzione e installazione di pannelli fotovoltaici per energia solare. L’emiliana Kerself è impegnata in un aumento di capitale per raccogliere 22 milioni di euro con i quali sostenere i progetti di crescita. Grazie agli incentivi pubblici recentemente adottati in Italia su imitazione della legislazione tedesca, il settore fotovoltaico nel nostro Paese sta attraversando una fase di forte sviluppo.

La capacità installata totale in Italia era nel 2006 di 36 Megawatt e salirà alla fine di quest’anno a 80-100 Megawatt. Con il Conto energia, una formula di incentivi ad hoc approvata per decreto nel marzo scorso, il governo ha stanziato 3 miliardi di euro e l’obiettivo è arrivare 1.000 Megawatt di capacità installata nel 2010. In questo mercato Kerself è leader nazionale con una capacità produttiva annua di 36 Megawatt , seguito da Enipower che ha una capacità di 6 Megawatt.

Dopo avere chiuso il 2006 con un fatturato di 53,1 milioni di euro e un utile netto di 2,9 milioni, Kerself pensa di chiudere quest’anno con ricavi per 85/86 milioni. Collocate in Borsa (mercato Expandi) nel gennaio 2006 a 2,5 euro, le azioni Kerself hanno realizzato una performance impressionante fino a segnare il 5 settembre scorso il massimo di 9,13 euro.

Le nuove azioni di Kerself vengono offerte in opzione agli azionisti in ragione di 5 nuove azioni ogni 19 possedute a un prezzo di 6,3 euro, contro una quotazione, oggi, di 8,3 euro (sconto del 24%). Partito il 10 settembre, l’aumento di capitale si chiuderà il 28 settembre e il 21 sarà l’ultimo giorno per negoziare in Borsa i diritti di opzione.  Pier Angelo Masselli, fondatore, presidente e principale azionista di Kerself con il 27%, ha già sottoscritto la sua quota di aumento di capitale, e gli altri due principali azionisti, Franco Traverso (10,8%) e la famiglia Mutabakani (6,6%), si sono impegnati a fare lo stesso.

Non teme che sia difficile convincere gli investitori a comprare le vostre azioni, dopo che il titolo è già salito del 230% negli ultimi 20 mesi  e del 70% dall’inizio di quest’anno?

“Non credo, siamo un’azienda caratterizzata da tassi di crescita molto alti e lavoriamo in un settore in forte espansione”, risponde il presidente Masselli, il quale dice di condividere la previsione fatta da Intermonte che la società raggiungerà nel 2008 un fatturato di 140 milioni di euro. Intermonte guida il consorzio di garanzia dell’aumento di capitale.

Come utilizzerete i soldi che chiedete al mercato?

“Ci servono mezzi finanziari per sostenere una crescita organica che sarà a doppia cifra e per fare acquisizioni. Stiamo concludendo un investimento da 16 milioni di euro con il quale abbiamo aumentato la capacità produttiva della controllata Helios Technology da 10 a 30 Megawatt. Con la crescita delle domanda che prevediamo grazie al Conto energia potremmo anche realizzare un’ulteriore nuova linea produttiva da 60 Mw, sarebbe un investimento da 26 milioni di euro con il rientro garantito in tre anni”.

Che cosa vi farà decidere se farlo o no?

“Dipende dal costo del silicio, se riusciremo a raggiungere accordi che ci garantiscono silicio a basso costo. Di fatto per noi il vero business è la distribuzione, fabbrichiamo i pannelli perché ci servono. Oggi il costo del silicio è alto, perché c’è un eccesso di domanda rispetto all’offerta, ma sappiamo che nuovi player stanno per entrare in questo settore per cui ci aspettiamo in prospettiva una discesa dei prezzi”.

E le acquisizioni?

“Ci interessa crescere nella distribuzione, dove già abbiamo una rete piuttosto diffusa, e nei componenti: per fare l’energia solare, oltre ai pannelli, servono gli inverter che a noi mancano, ma in Italia ci sono tanti produttori di inverter”.

Grazie agli incentivi pubblici e all’accordo con Deutsche Bank, Kerself è in grado di proporre alle famiglie l’installazione a costo zero di pannelli fotovoltaici per le abitazioni, con vantaggi da subito in bolletta. Avete previsto spese di marketing-pubblicità per fare conoscere questa formula?

“Quello che andrebbe fatto conoscere è l’intelligente politica di incentivi adottata dal governo. Come ci sono le campagne pubbliche contro la guida in stato di ebbrezza, andrebbe fatta una campagna educativa sul Conto energia”.

Kerself è scalabile: che cosa fareste lei e gli altri soci principali di fronte all’offerta di un grande concorrente?

 “Al momento non abbiamo di certo intenzione di vendere: noi stiamo lavorando per fare crescere l’azienda e sono sicuro che fra due o tre anni varrà molto di più”.

Investimenti, Trading, borsa italiana, industria, azioni

Crisi mutui frena l’economia mondiale

15 Settembre 2007

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L’economia mondiale crescerà meno dopo la crisi dei mutui ad alto rischio, i cosiddetti “subprime”, negli Stati Uniti. L’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 30 paesi, ha tagliato le previsioni di sviluppo per quest’anno di Eurolandia al 2,6% (dal 2,7% precedente) e degli Usa (all’1,9% dal 2,1%). Secondo il capo economista Jean-Philippe Cotis le prospettive di crescita sono ora «meno promettenti». L’Ocse, in particolare, nelle sue previsioni ha nettamente rivisto al ribasso, rispetto a maggio scorso, le stime di crescita del pil di Italia (da 2% a 1,8%), Francia (da 2,2% a 1,8%) e Germania (da 2,9% a 2,6%) per il 2007.

«Per ora non abbiamo ragioni di correggere le nostre stime, seguiamo con grande attenzione ma molto dipenderà da come si evolverà la crisi negli Stati Uniti e da come si rifletterà sulla propensione al consumo», ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

La Bce pronta ad agire. «La volatilità del mercato monetario è aumentata e la Bce sta monitorando la situazione con attenzione». E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla Banca centrale europea, dove si precisa che se la volatilità «dovesse persistere domani», l’istituto «è pronto ad assicurare condizioni ordinate del mercato monetario» nell’area. Il comunicato della Bce, notano dalle sale operative, arriva dopo che in mattinata i tassi a breve erano saliti ai massimi degli ultimi sei anni, al 4,76-4,8%. L’annuncio dell’istituto centrale, che si è detto pronto a intervenire per assicurare condizioni ordinate al mercato monetario, ha avuto l’immediato effetto di riportare il riferimento overnight attorno al 4,13%, spingendo le banche a mettere sul mercato la liquidità che avevano accumulato fino a quel momento. Giovedì la Bce riunirà il consiglio direttivo e deciderà se intervenire sui tassi di interesse dell’eurozona. Il mercato si attende che l’istituto centrale mantenga il costo del denaro ivariato al 4%, rinviando l’attesa stretta nella politica monetaria.

L’Ocse: ancora difficile stimare impatto crisi. La crisi di insolvenza dei mutui subprime ha colpito l’economia mondiale «in un momento in cui era ancora forte», ha spiegato il capo economista dell’Ocse, precisando tuttavia che ancora non è facile stimare l’effetto delle crisi finanziarie di questi giorni sulla crescita anche se è «rivista al ribasso la crescita per il secondo semestre dell’anno». «In generale, le nostre stime di crescita possono errare in eccesso, dato che non è ancora stato possibile valutare interamente l’impatto negativo delle turbolenze del mercato del credito sulle attività economiche», ha osservato ancora il capo economista dell’Ocse. Se poi gli Stati Uniti rischino o meno una recessione economica «è difficile da valutare», ha detto ancora Cotis, spiegando che l’impatto della crisi dei mutui “subprime” dipenderà molto dal clima economico, e per il momento i consumi negli Usa stanno reggendo. L’Ocse prevede in ogni caso che il «contagio» della crisi dei mutui sarà scarso in Europa.

Cotis, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto dell’Ocse ha suggerito poi di accendere un faro acceso sul mercato del credito immobiliare e di avviare una «una lotta attiva contro l’attività creditizia predatoria». Le insolvenze dei mutui cosiddetti subprime «hanno rilevato serie imperfezioni nel funzionamento del mercato immobiliare americanoe, in generale, del mercato del credito in tutto il mondo», ha osservato Cotis, ma i mercati «impareranno dai recenti errori secondo il solito processo “sbagliando si impara”».

Per quanto riguarda infine i tassi, secondo l’Ocse, la Federal reserve Usa dovrebbe tagliare di ulteriori 25 punti base il costo del denaro per contrastare gli effetti della crisi, mentre nel caso dell’area euro, anche se unastretta avrebbe senso, l’Ocse ritiene che la Bce dovrebbe evitare strette fino a quando i mercati non si saranno stabilizzati. E la stessa cosa vale per la giapponese BoJ, in attesa di un pieno rientro della deflazione. In Eurolandia, per Cotis, sembra comunque «garantita» una nuova stretta ai tassi quando «quando le condizioni dei mercati saranno calme».

Almunia: rischi ci sono ma economia solida. «Non c’è dubbio che c’è un rischio al ribasso, ma l’economia europea continua a essere un economia che si basa su fondamenta solide. Dunque si trova in condizioni favorevoli grazie alle quali non dovrebbe subire conseguenze particolari dalla crisi dei mutui statunitensi». Lo ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia , nella sua relazione al Parlamento europeo sulle recenti turbolenze nei mercati finanziari. «L’impatto della crisi - ha detto Almunia - potrebbe andare al di là di quanto visto finora, e per questo la vicenda merita tutta la nostra attenzione. Ma l’impatto sull’economia europea dovrebbe essere, in linea di principio, limitato, visto che la crescita resta elevata». Per Almunia, quindi, «il fattore più importante sarà l’impatto che la crisi avrà sulla fiducia, che è il motore fondamentale sia per gli investimenti che per i consumi».

Investimenti, industria, inflazione, istituti credito

Confindustria: PIL 2007 +1,8%

28 Luglio 2007

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La crescita dell’economia italiana proseguirà su “ritmi moderati” nei tre rimanenti trimestri del 2007 e la crescita del Pil sarà dell’1,8%, nella media 2007, al di sopra del tasso potenziale. Lo afferma uno studio di Confindustria nelle “note economiche” di luglio: in base agli indicatori congiunturali, la crescita del Pil nel II trimestre si manterrà sullo stesso ritmo del primo (+0,3%), nel III avrà una “momentanea decelerazione” (0,1-0,2 congiunturale), per poi risalire di nuovo allo 0,3% nel IV trimestre dell’anno.

Notizie, industria, PIL

Frena il PIL, ma il quadro resta positivo

2 Luglio 2007

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Secondo il Centro Studi di Confindustria, il Prodotto interno lordo italiano rallenta la sua corsa, salendo dello 0,3% rispetto all’1,1% dell’ultimo trimestre, ma il quadro generale dell’economia resta positivo. La moderazione della crescita del PIL nei primi tre mesi deriva da un rallentamento di tutte le componenti, ad eccezione dei consumi delle famiglie che hanno segnato una forte accelerazione, dallo 0,3% di fine 2006 a +0,7% della situazione attuale.

Notizie, industria, PIL