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Inflazione a novembre a +2,7%

16 Dicembre 2008

admin

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L’Istat ha confermatole previsioni relative all’inflazione nel mese di novembre. La dinamica dei prezzi su base annnua è salita del 2,7%, in leggero calo rispetto al 3,5% del mese di ottobre. I prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,4% rispetto a ottobre. L’inflazione media del 2008 è scesa così al 3,2%. Gli aumenti di prezzi più significativi sono stati rilevati per i settori delle comunicazioni (+0,3%), mobili, articoli e servizi per la casa e servizi sanitari e spese per la salute (+0,2%).

Brusca frenata invece per i prezzi degli energetici. Secondo i dati Istat, questo comparto a novembre è sceso dal 10,4% al 3,3%, mentre rispetto al mese di ottobre i prezzi hanno registrato una contrazione del 4,8%. La benzina è diminuita del 10,4% rispetto ad ottobre e del 7,5% a livello tendenziale (contro il +5,5% del mese precedente). Quanto invece al gasolio, il calo dei prezzi è stato dell’8,6% a livello congiunturale e del 2% rispetto a un anno prima (+10,6% a ottobre).

Il costo della pasta è aumentato del 30% anche a fronte del dimezzamento del prezzo del grano. Lo denuncia Coldiretti dopo la pubblicazione dei dati Istat sull’inflazione a novembre. P er effetto dei rincari gli italiani spenderanno per l’acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 140 euro in più a famiglia.

aumento prezzi, inflazione

Petrolio in netto calo: quanto risparmiano gli italiani

7 Dicembre 2008

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Secondo gli esperti Nomisma nel 2009 grazie al netto calo del prezzo del petrolio al barile avranno un 10% in meno per le bollette della luce, del gas e per i ‘pieni’ di carburante dell’auto.

Nel 2009 infatti si prevede che le famiglie italiane potranno risparmiare circa il 10% per le bollette della luce, del gas e per i ‘pieni’ di carburante dell’auto.

Nomisma Energia ha stimato che grazie al ripiegamento delle quotazioni del petrolio l’anno prossimo la famiglia ‘tipo’ italiana potrebbe spendere circa 370 euro in meno rispetto ai 3.538 euro pagati nel 2008 per i conti energetici.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha spiegato che questa previsione si basa sull’ipotesi di un prezzo del petrolio «sui livelli attuali» e potrebbe tradursi in un calo del 4,5%, pari a circa 70 euro in meno su base annua, per le bollette della luce e del gas. E, ancora, in una riduzione complessiva di 300 euro per i rifornimenti di carburante (circa -15%). Continua »

Investimenti, mercato economico

Borse Europee crollano dopo notizia crisi lavoro USA

7 Dicembre 2008

admin

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Il dato sulla crisi del mercato del lavoro in Usa ha fatto affossare le Borse Europee dove sono stati bruciati 180 miliardi nella giornata di venerdì. A Piazza Affari l’S&P/Mib è sceso del 4,99%.

Un altro venerdì nero per le Borse Europee questa volta provocato dall’esplosione della disoccupazione Usa nel mese di novembre. Sono infatti ben 533mila i cittadini americani che nel mese scorso hanno perso il proprio posto di lavoro, contro una previsione di 350mila unità. Si tratta del peggiore risultato mensile avvenuto negli ultimi 34 anni.

Il tasso di disoccupazione in USA è salito al 6,7%, il valore più alto dal 1993. Un ulteriore segnale, l’ennesimo, che la congiuntura economica sta peggiorando.

I tagli dei tassi d’interesse decisi ieri dalla Bce di tre quarti di punto e dalla Banca d’Inghilterra di un punto e mezzo sono stati quindi quasi inutili, forse anche perché tardivi, come hanno osservato alcuni commentatori.

Da Wall Street, che ieri sul finale ha accentuato le perdite, i ribassi si sono riversati un pò su tutte le Borse europee, che hanno ceduto mediamente poco meno del 5% del loro valore. Il risultato peggiore è stato quello registrato dalla Borsa di Parigi (-5,48%); seguuita a ruota da quella di Francoforte (-4%), mentre Londra (-2,74%) è riuscita a limitare i danni.

Per quanto riguarda Piazza Affari, l’indice S&P/Mib ha chiuso in calo del 4,99% e il Mibtel è sceso del 4,74%. Complessivamente, in termini di capitalizzazione, in Europa sono andati in fumo circa 180 miliardi di euro. Continua »

Investimenti, borsa italiana, piazza affari, borsa europea, azioni

Borse Europee a picco: greggio scende sotto i 50$

22 Novembre 2008

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La crisi economica mondiale e la mancanza di liquidità da parte degli investitori hanno contribuito a far affondare le quotazioni del petrolio che sono scese sotto i 50 dollari al barile sia a Londra che a New York, dove il greggio chiude a 48,85 dollari al barile. L’oro nero non scendeva al di sotto di quota 49 dollari sulla piazza americana da oltre 3 anni era infatti il maggio 2005.Dopo aver viaggiato nettamente al di sopra dei 100 dollari al barile per tutta la prima metà dell’anno, toccando il record assoluto di 147,50 dollari a Londra, il prezzo del petrolio è sceso repentinamente negli ultimi mesi a causa di tre fattori: la crisi finanziaria, il rallentamento economico mondiale e il raffreddamento della domanda dovuto a quotazioni eccessivamente elevate.

Secondo alcuni osservatori “I prezzi stanno crollando perchè il rallentamento dell’economia è serio, più serio di quanto inizialmente previsto. Anche la domanda nei paesi in via di sviluppo di sta contraendo in modo evidente”.

Giovanni Serio, analista di Goldman Sachs, la banca che per prima aveva previsto il greggio a 100 dollari, “non vede spazio a breve termine” per possibili rialzi dei prezzi.

Intanto per le Borse ieri si è vissuta l’ennesima giornata nera. Piazza Affari ha chiuso con il segno meno al termine di una seduta che si è mantenuta debole fin dall’avvio. L’indice Mibtel ha fatto segnare nel finale un -2,29%.

Finale in forte ribasso anche per le altre principali Borse europee, che hanno accelerato al ribasso nel pomeriggio, complice l’avvio negativo di Wall Street. A pesare sui corsi azionari anche il crollo dei prezzi del petrolio, sotto la soglia dei 50 dollari al barile. Tra le piazze finanziarie, Londra cede il 3,45%, giù anche Francoforte a -3,08% così come Parigi che chiude con un calo del 2,95%. Non va meglio negli Usa. La Borsa di New York ha concluso la giornata di contrattazioni con un altro solenne tonfo. Alla fine della seduta a Wall Street e prima delle operazioni di compensazione, il Dow Jones ha perso 430,58 punti(-5,11%), a quota 7.566,70 punti, mentre il Nasdaq è sceso di 70,07 punti(-5,05%), a 1.316,35 punti. In picchiata lo S&P 500, che è sceso di 52,80 punti (-6,55%), a753,78 punti.

Investimenti, piazza affari, borsa europea, azioni, mercato economico

A Piazza Affari bene ENI, crollano Bulgari e Geox

19 Novembre 2008

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La settimana di Piazza Affari si è chiusa con gli indici in rialzo. Hanno chiuso bene la settimana i titoli di Telecom Italia, Fastweb, Alleanza, Enel e Ubi Banca.Piazza Affari nonostante fosse condizionata da un avvio difficoltoso di Wall Street è riuscita ugualmente a chiudere la settimana con un notevole rialzo. Dopo aver sfiorato nella mattinata di venerdì i tre punti percentuali di incremento, l’S&P/Mib è salito del 2,04% e il Mibtel dell’1,6%, in linea con l’andamento degli indici delle altre principali Borse europee con Parigi che ha segnato un +1,08%, Francoforte ha guadagnato l’1,96% e Londra l’1,89%.

I dati macroeconomici, come quello del Pil italiano e quello relativo al crollo delle vendite al dettaglio negli Usa, non hanno avuto un peso particolare sull’andamento dei listini, anche perché in parte sono stati controbilanciati dai risultati trimestrali positivi di alcune importanti società quotate. La volatilità e l’incertezza, tuttavia, sono ancora gli elementi caratteristici dei mercati finanziari in questo periodo. Continua »

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Borse Europee e Piazza Affari affondate dai Bancari

18 Novembre 2008

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Peggiora anche nella giornata odierna l’andamento delle Borse europee a circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni e la Borsa di Milano si conferma il peggior listino del Vecchio Continente con l’indice Mibtel in calo del 2,5%.

Le perdite, condizionate principalmente dalle vendite sul comparto bancario, si concentrano anche sulla Borsa di Parigi con -1,25%, la Borsa di Francoforte -1,4% e la Borsa di Londra -1,3%.

Piazza Affari inverte quindi la tendenza positiva con cui aveva aperto la giornata e passa subito in negativo allineandosi così ai pesanti ribassi registrati in chiusura della giornata di ieri da Wall Street e dai principali mercati asiatici.

Pesante il comparto finanziario in vista dell’approvazione delle misure che il governo intende adottare per sostenere il settore: Intesa Sanpaolo -5,3%, Unicredit -4,99%, Mps 3,21%, Bpm -3,12%, resiste Mediobanca a -0,52%; tra gli assicurativi Generali -0,9%, per il risparmio gestito Mediolanum -1,53%. Positiva Eni (+0,35%) aiutata dal leggero rialzo del prezzo del petrolio, bene anche Enel (+0,39%) e Terna a +0,51%, mentre Tenaris arretra del 2,13%.

Chiusura in forte calo per le principali Borse asiatiche. La Borsa di Tokyo ha perso il 2,28% sulla scia delle notizie negative sull’economia mondiale e delle perdite di Wall Street e all’indomani dell’annuncio che il Giappone è in recessione tecnica per la prima volta dal 2001.

L’indice Nikkei si è attestato a quota 8.328,41. I più penalizzati sono stati i colossi dell’export come la Sony nonostante il rafforzamento del dollaro sullo yen, che gli operatori considerano solo momentaneo. Ribassi ancora più considerevoli in Cina, dove pesano le forti perdite della China Construction Bank, con l’Hang Seng di Hong Kong che chiude in calo del 4,54% a 12.915,89 punti e Shanghai che termina la sessione a 1.902,43 punti, perdendo il 6,31%. A Seul, affondata dal forte calo del won, il Kospi cede il 3,91% a 1.036,16 punti. Il Taiex taiwanese chiude ai minimi di cinque anni a quota 4.305,18 punti, in rosso del 3,03%.

Investimenti, borsa italiana, piazza affari, borsa europea, borsa asiatica

Borse asiatiche in recessione, bancari trascinano giù borse europee

18 Novembre 2008

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Chiusura di giornata in forte calo per le Borse americane. A New York il Dow Jones ha perso il 2,63% a 8.273,50 punti, mentre l’indice S&P500 ha lasciato sul terreno il 2,58% e il Nasdaq è arretrato del 2,29% a 1.482,05 punti.

Troppo pesanti i timori di frenata economica, dopo che anche il Giappone è entrato in recessione, oltre alla preoccupazione innescata dai tagli più numerosi del preventivato (ben 52 mila dipendenti) annunciati da Citigroup.

Anche le Borse Europee hanno chiuso in ribasso la prima seduta della settimana dopo il tonfo di venerdì a Wall Street. Sui listini hanno prevalso i dubbi sul vertice del G20, che si è concluso solo con impegni di massima, come rilanciare l’economia mondiale e riformare del sistema finanziario, ma senza misure concrete. In negativo ha pesato anche l’andamento delle banche, dopo l’annuncio che il colosso statunitense Citigroup taglierà 52.000 posti di lavoro, oltre ai 22.000 già annunciati, per ridurre i costi di circa il 20%. Sul fronte macro è arrivata la notizia che il Giappone è in recessione, con la prospettiva di una situazione analoga in Francia: la Banca di Francia stima infatti che il Pil del Paese diminuirà dello 0,5% nel quarto trimestre. Il Cac40 di Parigi ha chiuso in calo del 3,32%, il Dax di Francoforte del 3,25%, il Ftse100 di Londra del 2,38%.

In netto calo anche gli indici di Piazza Affari con il Mibtel a -2,96% e S&P/Mib a -3,6%.

In Europa come in America sono stati colpiti dalle vendite i titoli delle banche. Alla Borsa di Milano, mentre gli operatori si interrogano sul decreto che varerà nei prossimi giorni il governo a sostegno degli istituti di credito, sono andate male le Unicredit (-7,3%), ma anche le Intesasanpaolo (-8,19%). Hanno inoltre perso il 4,37% le Mps, dopo i conti trimestrali annunciati venerdì scorso e giudicati deludenti dagli analisti, a dispetto del buon andamento dell’attività bancaria. Se le Banco Popolare hanno perso il 3,87%, le Ubi hanno lasciato sul parterre l’1,28% e le Bpm l’1,4%. Del resto in Europa il bilancio per le banche è stato anche peggiore: a Parigi Dexia ha perso il 17,7% e Bnpparibas l’8%. A Londra, inoltre, le Hbos hanno accusato un ribasso del 13%. Sul Vecchio Continente sono inoltre state vendute a piene mani le azioni del comparto auto. A Milano Fiat ha ceduto il 6,3%, mentre a Francoforte le Volkswagen sono scivolate dell’8%. Continua »

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Risparmi in fumo per gli investitori italiani

3 Novembre 2008

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Secondo un sondaggio effettuato da Confesercenti-Swg i risparmiatori italiani intervistati ritengono di aver perso almeno il 17% in termini di rendimento dei propri investimenti. Secondo il sondaggio i risparmi degli italiani sono composti per il 22% da conti correnti, il 17% da Fondi, il 15% da Bot e altri titoli di Stato. Solo un 10% si è indirizzato verso le azioni, mentre un 2% ha riscoperto il famoso materasso e tiene i soldi in casa.
Tale quota è però destinata ad accrescersi di almeno un punto nei prossimi mesi, dominati, secondo le risposte date al sondaggio Confesercenti-Swg, dalla preferenza dei risparmiatori per Bot e titoli di Stato, per difendersi dalla crisi.

Solo un 2% si farà abbagliare dal colore dell’oro. Ma la prudenza dei risparmiatori italiani emerge anche da un’altra percentuale: quella di chi non modificherà i propri investimenti, pari all’11%.

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Le Borse Europee sono in ripresa: Mibtel sale +2,57%

3 Novembre 2008

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Dopo una mattinata incerta la chiusura di giornata è stata in crescendo per le Borse Europee che salgono oltre il 2% anche grazie alla buona tenuta di Wall Street.Dopo tante sedute grigie si chiude finalmente in bellezza la settimana delle Borse mondiali che, sostenute dalla positiva apertura di Wall Street, hanno chiuso tutte con rialzi tra il 2 e il 5%. E nel dettaglio la Borsa di Zurigo ha vinto la maglia rosa guadagnando il 5,32%, la Borsa spagnola è cresciuta del 3,32%, la Borsa di Fraconforte del 2,44%, la Borsa di Parigi il 2,33%.

Dal fronte valutario l’euro ha rimboccato la via del ribasso nei confronti del dollaro americano. Ieri il dollaro aveva perso fortemente quota dopo che la Fed ha tagliato dello 0,5% il costo del denaro, ma oggi il cambio tra la moneta europea e la divisa statunitense segna 1,2731, con l’euro in calo dell’1,03%. E anche il greggio è tornato a scendere, un calo del 2,59%.

Per quanto riguarda Piazza Affari, il Mibtel ha chiuso in rialzo del 2,57% mentre lo S&P/Mib a +2,88% è stato sostenuto dal recupero dei titoli finanziari. Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha intanto dato il proprio consenso ad un intervento “temporaneo e non intrusivo” dello Stato nel capitale degli istituti di credito. E così Unicredit ha recuperat il 5,8%, Banco Popolare il 5,3%, Ubi il 7,3%, e Bpm il 4,7% mentre Intesa Sanpaolo è rimasta inchiodata sulla parità.

Contrastati gli assicurativi: se Generali ha guadagnato il 3,16% all’indomani dei conti, al contrario Unipol ha perso l’1,56% dopo una partenza tonica. Tra i petroliferi avanza Eni (più 2,53%) che si è messa in luce dopo i risultati dei primi nove mesi migliori delle attese, ma anche la controllata Saipem è salita di un altro 1,72%.

In attesa delle immatricolazioni di ottobre in agenda per lunedì prossimo, Fiat ha recuperato il 2,4%, mentre Piaggio che ieri aveva lanciato il secondo allarme utili del 2008 ha perso il 5,9% scivolando a 1,4 euro. Tra gli altri industriali, infine, va segnalato il recupero di Finmeccanica (più 0,95%) nonostante che in questi giorni il gruppo stia mettendo a punto un maxi aumento di capitale da 1,2 miliardi. La controllata Agusta Westland oggi si è infatti aggiudicata un contratto per elicotteri a Malesia del valore di 200 milioni di dollari.

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Chiusa un altra settimana nera per le Borse europee

25 Ottobre 2008

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Una giornata nera, come quella, storica, di un altro 24 ottobre, quello del 1929. A mandare a picco le Borse di tutto il pianeta è l’allarme recessione, un fantasma sempre più concreto dall’America all’Europa. Dopo il crollo dei mercati asiatici (Tokyo ha ceduto il 9,6%), anche i listini europei e Wall Street hanno registrato un vero e proprio tracollo.

A Milano Piazza Affari chiude in forte calo, con l’indice Mibtel che arretra del 4,96% a 15.390 punti, lo S&P/Mib che lascia il 5,61% a quota 19.879 e l’All Stars a -3,62% a 8.857. Non va meglio per le altre piazze del Vecchio Continente: Parigi cede in chiusura il 3,54%, Francoforte lascia sul terreno il 4,96% e Londra termina la seduta in calo del 6,17%. Venerdì nero anche a Madrid, in flessione del 5,03%. In terreno negativo anche Zurigo (-5,28%) e Amsterdam (-4,63%). In fumo in tutta Europa altri 230 miliardi di capitalizzazione.

A New York la giornata comincia malissimo, con le contrattazione sui future sospese già all’alba per eccesso di ribasso. L’apertura delle Borse americane vede il Dow Jones e il Nasdaq partire con un forte calo, con l’indice hi-tech arrivato a cedere quasi il 7%. Poi, sull’onda del dato migliore delle attese sulla vendita della nuove case (+5,5%) gli indici hanno un sussulto. Un recupero si registra attorno alle 18.00 ora italiana. Ma ad un paio d’ ore alla chiusura la seduta torna a farsi decisamente pesante. Wall Street accelera le perdite negli ultimi minuti e chiude lasciando sul terreno il 3,59% a 8.378,95 punti. La conclusione della settimana a New York in realtà è migliore di quella delle principali borse europee, che sono quasi tutte crollate venerdì. In discesa anche il Nasdaq, del 3,23%, a 1.552,03 punti, mentre l’indice Standard and Poor 500 ha preso il 3,45% a 876,77 punti.
Intanto in Gran Bretagna, nel terzo trimestre, il Pil ha segnato una contrazione dello 0,5%, superiore alle attese. È la prima contrazione dal 1992 per il Paese. Nel secondo trimestre dell’anno il Pil era rimasto invariato, quindi, almeno tecnicamente, non si può parlare di ciclo recessivo (due trimestri consecutivi di crescita negativa).
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